‘Giovannino’ chi ben inizia …

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Prestazione opaca a Sassari e terzo pareggio consecutivo: la classifica resta incerta e tutto dipende dai risultati delle dirette concorrenti. Contro la Vis Pesaro servirà un cambio di marcia
 

La gestione Tedesco nasce sotto una buona stella, quella che ha permesso alla palla calciata da Kanoute e respinta dal palo di impattare la schiena del portiere Seghetti e di rotolare in rete, regalando l’importante gol del vantaggio sul Livorno al primo tiro in porta dei grifoni, dopo ben cinquantaquattro minuti di gioco. Passato in vantaggio, il Grifo ha poi meritato la vittoria raddoppiando con Montevago, lesto a ribattere in rete una corta respinta del portiere labronico su un bel tiro di Bartolomei, legittimandola con un altro palo colto, poco più tardi, dello stesso  attaccante.

Una vittoria fondamentale, quella arrivata nello scontro diretto col Livorno, per accorciare le distanze sulla salvezza diretta, adesso a cinque lunghezze, quell’agognato sestultimo posto occupato  adesso dal Pontedera, prossimo avversario dei grifoni, domenica al “Mannucci”, dopo la parentesi in Coppa Italia di giovedì al “Francioni” di Latina. Una vittoria, la prima di questo campionato, che interrompe la devastante serie di ben sette sconfitte consecutive e che arriva a ben sei mesi di distanza dall’ultima, l’inutile 3-0 sul Pontedera del 28 Aprile, nell’ultima giornata del campionato scorso, che non permise, comunque, l’accesso ai playoff.

Giovanni Tedesco bagna così l’esordio con un’importante successo  mentre Riccardo Gaucci, invece, l’annacqua con l’espulsione ricevuta nel primo tempo. Poco male, meglio lui che un giocatore, ma sarà bene che Riccardo tenga a freno la sua ben nota esuberanza o, ancora meglio, rimanga, magari, in tribuna come ha fatto l’altro importante dirigente esordiente Walter Novellino. Il tutto davanti ad un pubblico più numeroso del solito, 5.405 spettatori dei quali soltanto 107 livornesi, grazie all’abbassamento dei prezzi, deciso per l’occasione dalla società e alla curiosità dovuta al ritorno di personaggi che hanno fatto la storia del Perugia.

I tre punti conquistati sono troppo importanti per sindacarci troppo sopra ma obiettivamente non possiamo esimerci dal rilevare come i primi cinquantaquattro minuti dei grifoni non lasciavano certo presagire segnali di miglioramento visto che, fino a quel momento, una squadra modesta come quella allenata da mister Formisano, uno dei tre ex della serata insieme a Monaco e a Di Carmine, quest’ultimo subentratonella ripresa, con uno “score” di ben quattro sconfitte esterne su cinque gare prima di quella del “Curi”, con dieci gol subiti e solo tre all’attivo, si era fatta decisamente preferire.

Tre erano state, infatti le occasioni da rete, due clamorose, create dai labronici, un colpo di testa di Dionisi, alto, una gran parata di Gemello su un colpo di testa a botta sicura di Biondi e, appena prima dell’autorete di Seghetti, la ripartenza di Panaioli, appena subentrato, che, fortunatamente, strozzava la conclusione, quasi a botta sicura, oltre ad un rigore assegnato e poi giustamente tolto dall’F.V.S, per uno sfondamento dell’attaccante del Livorno su Angella, contro la sola conclusione di Megelaitis sull’esterno della rete al tramonto del primo tempo.

Poi, quando anche l’inizio della ripresa sembrava incanalarsi sullo stesso clichet, con la clamorosa occasione fallita da Panaioli, la Dea Eupalla decideva di dare una mano, anzi una spalla, quella di Seghetti, ai grifoni che, sulle ali dell’entusiasmo miglioravano la qualità delle loro giocate pervenendo al raddoppio con Montevago, tornato finalmente al gol. Il Livorno spariva dal campo, pagando la peggior condizione fisica rispetto a quella dei grifoni, evidente segnale, lo si era notato anche a Pineto nonostante la sconfitta, che il duro lavoro estivo di Cangelosi, come previsto, dopo tre mesi, sta venendo fuori, bravo Tedesco a sottolinearlo correttamente nel post gara.

Chi ben comincia è a metà dell’opera recita il proverbio ma Giovanni Tedesco è troppo scaltro e navigato per non sapere che c’è tanto da lavorare per riuscire ad uscire dai meandri paludosi del fondo classifica dove, nonostante il successo di platino, rimane il Perugia, ancora penultimo anche se adesso a quota sei. Sono ancora troppe le palle perse a centrocampo e gli errori in fase difensiva, non si può lasciare Biondi colpire di testa in solitudine a pochi metri dalla porta, né permettere a Panaioli di saltare come birilli centrocampisti e difensori in ripartenza.

Per quanto riguarda le prestazioni dei singoli da sottolineare quella di Kanoute, l’unico a salvarsi insieme a Gemello nella prima frazione e salito in cattedra nella ripresa insieme a Bartolomei, che sarebbe risultato il migliore in campo senza lo svarione, apertura orizzontale sbagliata in fase di uscita, che rilanciava la pericolosa ripartenza amaranto di Panaioli, che poteva costare caro. Discreta anche la prestazione di Angella mentre non hanno convinto a pieno quelle di Giraudo e Tozzuolo, che ha sofferto molto Cioffi nel primo tempo.

I risultati delle altre squadre, soprattutto la vittoria del Pontedera ad Alessandria contro la Juve Next Gen. accorciano di solo due punti e non di tre la distanza sulle sestultima, proprio perchè è ora la squadra di mister Menichini, che ha scavalcato il Livorno, ora quintultimo, ad  occupare  adesso la sestultima posizione, sei lunghezze sopra il Perugia.

Ecco che diventa fondamentale, quindi, bissare il successo contro i labronici nello scontro diretto di Pontedera di domenica prossima. Un pari, infatti, potrebbe anche favorire un controsorpasso del Livorno, impegnato in casa col Forlì, che, con un successo, si riporterebbe al sestultimo posto, portando a sei lunghezze il distacco del Perugia dalla zona salvezza diretta mentre non vogliamo neanche prendere in considerazione l’ipotesi di una sconfitta che riporterebbe al punto di partenza le cose alla vigilia del difficilissimo match interno contro la corazzata Arezzo, capolista del torneo,

Danilo Tedeschini