Quante volte abbiamo scritto: serve solo la vittoria e, puntualmente, questa, non è arrivata? Stavolta, invece, il Perugia, uscito rinforzato dal mercato, anche se per i nuovi ci sono state luci, Ladinetti e Canotto, ed ombre, Verre e Bolsius, il primo ancora lontano dalla migliore condizione anche solo per giocare mezzora, è riuscito a centrare l’obiettivo vincendo meritatamente lo scontro diretto del “Riviera delle Palme” con la Sambenedettese.
Il Grifo è riuscito anche ad approfittare del tonfo casalingo della Torres, zero a tre contro la Juve Next Gen., del rocambolesco due a due interno del Pontedera contro la Ternana e.della battuta d’arresto del Bra, due a uno, sul terreno del Livorno, accorciando le distanze dalla salvezza diretta, adesso a due sole lunghezze, sempre a causa della peggiore classifica avulsa, da oggi matematica, con Bra e Samb, in realtà avanti di un punto, che premierebbe la Samb a quota sette, e condannerebbe al playout il Perugia, a cinque e il Bra a tre, oltre a distanziare ulteriormente Torres e Pontedera.
Peccato solo non aver vinto con due gol di scarto perchè in caso di arrivo in parità solo con la Samb i marchigiani sarebbero stati dietro per la peggior differenza reti negli scontri diretti, adesso perfettamente alla pari, con la squadra rossoblu, invece, in vantaggio grazie alla differenza reti globale, meno quattro per Eusepie e compagni, meno sei per il Perugia. Perfetta parità in caso di arrivo a pari punti anche col Bra visto che i due scontri diretti sono terminati entrambi in pareggio ma, al momento, i grifoni sono in vantaggio di due gol nella differenza reti totale, meno sei contro i meno otto dei piemontesi.
Al di là della buona prestazione di squadra è indubbio che la vittoria sia stata senza dubbio favorita dalla pochezza tecnica e di gioco della squadra del contestato mister D’Alesio, solo sette punti in otto gare, con ben tre sconfitte interne e un pari sulle quattro gare casalinghe giocate con l’ex tecnico del Rimini in panchina. L’idiosincrasia alle gare interne della Sambenedettese, comunque, coinvolge anche la prima parte del torneo, quando sulla panchina rossoblu c’era ancora mister Palladini, con l’ultima vittoria interna, il quattro a due sulla Juve Next Gen., risalente addirittura a quattro mesi e mezzo fa e con la Samb, ultima con nove punti insieme alla Torres, nella classifica delle gare interne, frutto di due sole vittorie, tre pari e ben sette sconfitte.
Mister Tedesco ha varato un inedito quattro-due-tre-uno, sfruttando in parte i nuovi arrivati, con una linea difensiva composta da Tozzuolo e Dell’Orco sugli esterni e da Riccardi e Angella in mezzo. A fare legna a centrocampo, ma anche a sfruttare fosforo, Tumbarello e il nuovo Ladinetti, positiva la sua prestazione, mentre dietro a Montevago, tornato unica punta e tornato, purtroppo, a divorarsi gol, almeno un paio, il trio formato da Canotto, Manzari e Bacchin, sacrificatisi stoicamente, soprattutto gli ultimi due, anche in un usurante, ma efficacissimo, lavoro di contenimento, con il nuovo modulo che ha funzionato bene, almeno per un’ora.
Una menzione particolare la merita anche Gemello, bersagliato dalle critiche, a volte a ragione, altre a torto, ogni settimana, che ha tenuto in piedi il Perugia con una gran parata su Stoppa sullo zero a zero, ripetendosi nella ripresa in un altro paio di circostanze, salvando l’uno a zero. Quanto a Tedesco ha indubbiamente indovinato l’undici iniziale ma ha esagerato, sbagliando le sostituzioni, quando, con l’ingresso contemporaneo dopo l’ora di gioco di gente nettamente lontana dalla migliore condizione come Verre, o fuori forma come Bolsius e Lisi, Il Perugia ha arretrato pericolosamente il baricentro della squadra. Meno male che, oltre ad un Gemello in giornata, di fronte c’era l’inconsistente attacco della Sambenedettese.
Neanche il tempo per gioire di questo importante succsso esterno che tra tre giorni si torna in campo, nuovamente in trasferta, giovedì sera alle 20,30, sullo stretto sintetico di Piancastagnaio, tra l’altro ultimamente molto rovinato dalle intemperie che persevereranno anche in questa prima metà settimana sul paese amiatino. Sarà quindi una battaglia in un campo che la Pianese, reduce dalla prevista sconfitta di Arezzo dove è scesa in campo senza i suoi tre migliori giocatori, tutti squalificati, è abituata a giocare. Per di più rientreranno, appunto, freschi e pimpanti dopo la squalifica, l’attaccante Bellini, 10 gol finora, Il mediano Bertini e il difensore Sussi.
Partita quindi da prendere con le molle cercando assolutamente di non vanificare quanto di buono, tanto, raccolto in questo turno. Occorre confermarsi e proseguire su quesra strada perchè, con due terzi di campionato ormai esattamente lasciati alle spalle, la salvezza diretta, se pur più vicina, è ancora al di là da venire!
Danilo Tedeschini































