Lavagna tattica: il giovane cresce solo con l’errore

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Quelli di Kouan e Santoro sono peccati dati dalla loro età, miglioreranno. Baroni costretto ad arrampicarsi sugli specchi nel post gara 

Quelli di Kouan e Santoro sono peccati dati dalla loro età, miglioreranno. Baroni costretto ad arrampicarsi sugli specchi nel post gara

 

Diventa divertente ascoltare le conferenze stampa degli allenatori avversari del Perugia che sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi per commentare partite che solo loro hanno visto.

Non è mancato all’appello il tecnico Baroni che anziché spiegare perché il Lecce non ha visto palla con un giocatore in più per 45 minuti, ha elogiato la prestazione dei suoi giocatori rimarcando le parate di Chichizola e il fatto di aver avvertito la sua squadra al termine del primo tempo che un episodio avrebbe deciso la gara (tragicomico…).

Ha fatto eccezione il buon Lucarelli al quale auguro le migliori fortune da allenatore anche se è palese che gli è stata allestita una squadra non equilibrata tra i reparti: con un difensore in più di livello e un attaccante in meno avrebbe molti punti in più.

Al di là delle parole che contano poco, e quelle di Baroni ancora meno, rimane negli occhi l’eccezionale secondo tempo degli uomini di Alvini che avrebbero meritato di vincere la gara, in quanto si sono visti dei principi psicologici ormai consolidati, che poi sono quelli che piacciono di più ai tifosi:  coraggio, fame, voglia di vincere, aiutare costantemente il compagno, personalità, passione per quello che si fa.

Si vede lontano un miglio che i giocatori danno tutto e forse anche di più e questo, dopo quello che è successo negli ultimi anni, può già bastate ed avanzare.

In realtà poi ci sono i principi tecnico tattici di Alvini, che sono lontani da quelli di allenatori come Dionisi o De Zerbi, ma sono più vicini a quelli di Juric, di Gasperini, di Tudor, ove viene esaltato il duello in parità numerica in tutte le zone del campo, la schermatura ad uomo del play avversario, la corsa a tutto campo degli esterni, il lavoro sporco degli attaccanti sui difensori avversari, la pressione alta della squadra con l’obiettivo di riconquistare la palla più vicino possibile alla porta avversaria.

Il primo tempo della gara di ieri è stato abbastanza deludente da entrambe le squadre: molti errori tecnici, con il Lecce, costruito per vincere il campionato (e molto probabilmente lo vincerà), che si è lasciato leggermente preferire nella costruzione della manovra.

Ma nessuno si poteva aspettare quello che poi è successo nel secondo tempo: un dominio netto dei grifoni per almeno mezzora in cui hanno avuto anche l’occasione per chiudere la gara.

Azzeccatissimi questa volta i cambi di Alvini che ha deciso di lasciare fuori al termine del primo tempo i quinti per rimanere più compatto in mezzo senza privarsi dei due attaccanti, dimostrando coraggio (contrariamente a quanto era successo in passato rimettendoci qualche punto).

Ci sono poi altri aspetti da sottolineare: vedere alla mezzora del primo tempo Alvini imbastire una sorta di time out ove i suoi giocatori lo ascoltano come fosse un oracolo, rende lampante la certezza che questo gruppo è granitico ed unito intorno al loro allenatore.

Altra considerazione: Kouan e Santoro sono giocatori nati nel 1999. E’ chiaro che questo aspetto ha una duplice componente. Se da un lato i giocatori giovani danno qualcosa in più in termini di gamba, di applicazione, di impegno, dall’altro peccano di esperienza, di maturità.

L’episodio dell’espulsione (peraltro l’ivoriano è recidivo) e del fallo di mano dipendono essenzialmente da questo: peccati di gioventù, ma solo attraverso l’errore il giovane più imparare e crescere.

A proposito di crescita impressiona il lavoro fatto da Alvini su Santoro, che sembrava all’inizio non pronto per la categoria, ma che invece si sta dimostrando una pedina utilissima alla causa.

L’impressione è che il Perugia, con gli innesti azzeccati di gennaio (complimenti a Giannetti che con poco ha fatto molto), possa rientrare nel giro playoff e a quel punto mai come quest’anno la squadra sembra pronta a giocarsi le proprie carte per il tanto agognato salto di categoria.

Fabio Orlandi