Perugia: i perché di un mercato che non decolla

1629
“Cari tifosi del Perugia, prima di tutto devo dire che è un onore essere in contatto con voi e poter lavorare giorno dopo giorno come presidente dell'AC. Perugia per risolvere una situazione molto complessa. Voglio essere molto chiaro riguardo alla situazione che abbiamo ereditato poco più di due mesi fa. Quando abbiamo preso le redini del club ci siamo trovati di fronte a condizioni molto delicate, molto peggiori di quanto analizzassero gli esperti. L'infrastruttura, le finanze e vari aspetti chiave del funzionamento dell'AC Perugia richiedevano, e richiedono ancora, attenzione urgente. Un debito cronico degli ultimi anni, superiore al budget annuale, unito a una perdita annuale del 50% del budget, ci costringe a raddoppiare gli sforzi per risanare la situazione. Durante queste settimane, abbiamo iniziato a lavorare per sanare e bilanciare le finanze del club e recuperare la solidità che il Perugia necessita. Questo processo implica investimenti economici importanti che stiamo realizzando e continueremo a fare per un lungo periodo. Abbiamo anche preso decisioni difficili, ma tutte con l'obiettivo di riportare il club al posto che merita e soprattutto assicurargli il futuro che merita. Siamo impegnati in questa sfida e, senza dubbio, con il vostro sostegno, ce la faremo. Come ho detto fin dal principio, sono convinto che i club appartengono ai loro tifosi. Le società passano, i presidenti passano, i giocatori passano, ma voi sarete sempre e sarete sempre qui. E fondamentale avere un club aperto a tutti voi. La società che presiedo adempirà alle sue funzioni e prenderà le decisioni necessarie mentre voi sarete sempre al nostro fianco, come sempre fate. Ma e anche importante che siate informati e sappiate cosa succede nel club. Per questo che oggi voglio annunciare un nuovo strumento per raggiungere questo obiettivo: il lancio del nostro canale ufficiale WhatsApp, una nuova via di comunicazione diretta con tutti voi. Da ora in poi, questo canale sara lo spazio per tenervi informati giorno dopo giorno su tutte le migliorie, i cambiamenti, i risultati, le attivita, i progetti e gli eventi che si realizzano nel club. Vogliamo condividere nel dettaglio come si trovava il club quel 7 settembre, cosa abbiamo fatto da allora, le migliorie strutturali, anche le più piccole, i cambiamenti effettuati, i risultati raggiunti, gli investimenti in vari settori, gli allenamenti e tutto ciò che riguarda l'aspetto sportivo della nostra prima squadra e di tutto il settore giovanile. È fondamentale per noi costruire una relazione più stretta con voi affinché vi sentiate parte attiva di ogni passo che faremo. La comunicazione trasparente e fluida sara una priorita perché sappiamo che volete sempre essere al corrente dei dettagli e dei progressi del vostro club. So che gli ultimi tempi e il presente non sono stati facili, tutti vogliamo vedere il club al suo posto, dove merita essere. Ma devo dirvi che raggiungere questo obiettivo sara un percorso lungo, duro e pieno di stide. Sono impegnato in questo obiettivo e convinto che, insieme, potremo superare tutto ciò che ci troveremo di fronte e festeggiare i 120 anni nel 2025 come meritiamo. Grazie per essere con noi in questo cammino. Ognuno di voi è una parte essenziale della storia del Grifo. Con gratitudine e forza per ciò che verrà
 

Il Grifo di Faroni stenta nel trovare le giuste misure con la Perugia calcistica. Dopo aver ottenuto la fiducia dei tifosi, esausti della precedente gestione e vissuto una stagione con tante attenuanti, ora la dirigenza argentina è chiamata a dare un segnale concreto. La percezione che si continua ad avere è quella di una società volenterosa e fatta di brave persone, ma che forse non ha ben compreso dove ha deciso di fare calcio. Una piazza, quella biancorossa, da sempre molto esigente. Dove gli imprenditori locali si guardano bene dall’investire e a volte nicchiano anche per uno sponsor. Le istituzioni sono aperte all’ascolto, ma poco disponibili nello scendere in campo per trovare soluzioni e coinvolgere persone ed idee. Così ci si affida sempre alla volontà di chi viene da fuori, sperando che capisca appunto il valore del movimento calcistico e la sua tradizione.

“Perugia è una piazza che merita di più”: questo ormai è uno slogan condiviso da tutti. Pochi però dicono che Perugia, sotto certi aspetti, è una piazza che dà poco. I soliti indomabili tifosi allo stadio e al seguito della squadra e, come detto, una certa ritrosia del tessuto economico industriale e un educato distacco delle istituzioni. Il Grifo vale, ma a Perugia non c’è un grande interesse nel valorizzarlo. Così, dopo l’egemonia Santopadre, ora tocca ad un argentino appassionato di calcio ma non molto esperto della materia. Un Faroni scottato dall’investimento e ora un po’ guardingo nella gestione. Borras nei giorni scorsi, non a caso, ha parlato di un costo mensile di circa 500mila euro. Circa sei milioni di euro l’anno, che detto così sembrano tanti e effettivamente lo sono. Il mondo del calcio, tuttavia, fa girare queste cifre e in serie C, se hai ambizioni, devi persino pensare di investire qualcosa in più.

È quello che da qualche settimana cerca di far capire alla proprietà il Ds Mauro Meluso. Dirigente esperto e con una certa lungimiranza, che si è calato nell’idea della società di non fare follie ma che chiaramente vorrebbe operare con un po’ più di libertà.  Meluso, probabilmente, non sente di poter dare completamente sfogo alle sue intuizioni calcistiche. Cosa che invece si aspettava, avendo firmato un contratto di due anni e mezzo e portandosi dietro un’esperienza tale per cui vale la pena dargli fiducia. Questa impasse si legge chiaramente nella trattativa che porta a La Mantia: Meluso crede nell’uomo e nel giocatore, lo ha convinto a spalmare in due anni l’ingaggio che sin qui ha percepito (circa 400mila euro) e d’accordo con Cangelosi crede che si possa rilanciare in C.

Faroni dall’altra parte nicchia: perché spendere altri 30/40mila euro al mese (al netto delle tasse e contributi) per un giocatore di 34 anni, quando ho Montevago più giovane e lo scorso anno ha segnato di più? Così per gli altri: serve un play? C’è Torrasi. Un altro terzino destro? C’è Calapai. Forse sulla necessità di un secondo portiere si può trovare un’immediata convergenza, ma per il resto c’è ancora divario tra chi vorrebbe investire per aumentare le possibilità di vincere, o quanto meno migliorare, e chi invece resta guardingo sulle spese convinto di aver già una squadra competitiva.

Senza nulla togliere a Faroni, oggi la maggior parte dei tifosi del Perugia sta con Meluso. Niente spese folli ma quello che serve per aumentare la competitività del Grifo va fatto. Valutazione su cui è lecito ipotizzare che si è allineato anche Cangelosi. Al Perugia servono almeno cinque giocatori e uno sforzo in più della società. Così potrebbe davvero prendere corpo il “Vamos Grifo”.