Grifo: la metà sono pareggi…

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C'è il via libera del Credito sportivo e il parere positivo del Coni. L'Assessore Pastorelli:
foto: acperugiacalcio.com

A Pineto arriva la settima ‘X’ su 14 gare, così non si può ambire alla promozione diretta. Con la Carrarese è sfida per il terzo posto

 

Il settimo pareggio in quattordici gare certifica ancora una volta che il Perugia non può ambire alla promozione diretta. Se vuoi vincere il campionato, infatti, non puoi incamerare più pareggi che vittorie, se vuoi essere promosso direttamente non puoi farti raggiungere in pieno recupero, come accaduto ieri a Pineto, se pur di fronte a una buona squadra, imbattuta in casa, se vuoi ambire alla promozione diretta non puoi pensare di vincere solo le gare contro le ultime cinque, tra l’altro, quasi sempre soffrendo, di “corto muso” e non vincere mai uno scontro diretto con le prime otto.

Questo è il succo di queste quattordici gare di questa stagione dei grifoni, che ieri hanno probabilmente chiuso il discorso promozione diretta, facendosi raggiungere sull’uno a uno, al terzo minuto di recupero, dal colpo di testa del subentrato Gambale, dopo che Seghetti, al quarto gol personale, complice una dormita colossale dei difensori centrali del Pineto, aveva mandato avanti i grifoni poco dopo la mezzora del primo tempo.

Alla vigilia del Campionato avevamo espresso il nostro giudizio sulla rosa del Perugia, definendola da quarto-quinto posto, assolutamente lacunosa, qualitativamente in attacco e numericamente in difesa e non in grado di potere puntare a quel primo posto, l’unico che garantisca la promozione in Serie B, perché l’altro arriverà al termine del mini campionato a ventotto squadre, i playoff, una vera e propria lotteria.

Ebbene mister Baldini sta rispettando in pieno il nostro pronostico, addirittura migliorandolo leggermente visto che il Perugia da qualche partita è terzo, anche se una vittoria della Carrarese nella gara interna con la Spal nel pomeriggio di oggi potrebbe farla scivolare al quarto. Troviamo quindi assolutamente fuori luogo le richieste di esonero avanzate sui “social” da alcuni tifosi che, invece, farebbero bene a dirottare le loro critiche su chi ha costruito questa rosa lacunosa che non permette assolutamente voli pindarici, il presidente Santopadre.

Per carità Baldini, come tutti i tecnici, è criticabile per alcune scelte iniziali, non ieri o per qualche cambio non indovinato, ma non è certo colpa del mister se davanti, oltre a Seghetti e Vazquez, con l’argentino che, azione del gol a parte, non si è visto e con Seghetti, anche lui innocuo fino al gol e che si è divorato quello del possibile raddoppio nella ripresa, ha a disposizione l’acerbo Cudrig, il deludente, anche in Serie C, Matos e l’oggetto misterioso Ricci, fantasma del bel giocatore di qualche stagione fa, in A e in B.

Per non parlare della lacuna numerica della difesa, ieri in campo con i due centrali di riserva, due “millennial”, Morichelli e Vulikic, causa le assenze per infortunio degli esperti titolari Angella e Dell’Orco. E proprio un’errore di marcatura dei due centrali, unito a quello della mancata chiusura  sul cross da parte dell’altro “millenial” Paz, subentrato all’esausto Mezzoni, ha agevolato il gol del pareggio di Gambale, arrivato, comunque, dopo una ventina di minuti finali di grande pressione degli abruzzesi, con il Perugia rinculato troppo a ridosso della sua area per il calo fisiologico di Bartolomei e l’uscita di Santoro, anch’egli esausto, sostituito, male, da Acella.

Se coloro che contestano Baldini, non esente da errori, per carità, ma bravo a tenere un gruppo unito e a farlo navigare anche al di sopra di quelle che sono le possibilità della rosa, giudicassero tutto questo senza pensare ad ipotetici voli pindarici, assolutamente non nelle corde di questa rosa, anche il pareggio beffa di Pineto sarebbe giudicato diversamente.

La matricola terribile di mister Amaolo, infatti, è un bel collettivo, ha buone individualità come Volpicelli, è imbattuta in casa dove, con quello di Seghetti, ha subito solo tre gol, ha segnato ben otto volte negli ultimi minuti di gara e ha fermato sul pareggio tre delle prime cinque della classifica, Cesena e Perugia, in casa e Carrarese in trasferta e battuto il Pescara, in casa per modo di dire visto che si giocava all’“Adriatico” davanti a seimila tifosi del Pescara, mentre deve ancora misurarsi, tra le squadre che la precedono, solo con la Torres.

Se parliamo di discorso chiuso per la promozione diretta è perché oggi molto probabilmente il distacco attuale di cinque punti potrebbe diventare di otto da una tra Cesena, impegnata in casa con la Lucchese e la Torres, impegnata in trasferta a Pesaro, se non da entrambe. Ecco perché sarà bene cominciare a dare il giusto valore alle cose cercando quel terzo posto finale, tutt’altro che agevole da raggiungere, che garantirebbe il passaggio diretto al terzo turno o ottavo dì finale che dir si voglia.

E qui bisogna dire le cose come stanno: vincere i playoff sarà una vera impresa perchè le tre prime degli altri gironi, Triestina, Mantova e Padova nel Girone A e Juve Stabia, Benevento e Avellino nel C, ci sembrano più attrezzate per la vittoria finale dei playoff che riguarderà le due squadre, tra queste, per girone che non arriveranno prime, più una tra Torres e Cesena nel nostro, oltre alle varie, tra le altre, Pescara, Picerno, Carrarese e Atalanta Under 23, che grazie alla doppietta di ieri di “un certo” Di Serio, al quarto gol personale, è adesso quarta, che potranno dire la loro.

Sabato prossimo è in programma al “Curi” lo scontro diretto per il terzo posto con la Carrarese, non sappiamo al momento in cui scriviamo se dietro o davanti a noi in classifica, lo sapremo nel tardo pomeriggio al termine di Carrarese-Spal. Squadra temibile in casa sua, quella di mister Dal Canto, meno in trasferta, dove su sette gare ne ha ha perse ben quattro e vinte solo due. Una gara importante, da vincere assolutamente, anche per poter dimostrare che il Perugia è stato in grado, finalmente, di battere una delle prime otto, in questo caso la quarta o la terza forza del torneo.

Danilo Tedeschini