Il Comune di Perugia: “Seria e profonda riflessione sulla gestione sportiva”

591
L'amministrazione del capoluogo:

L’amministrazione del capoluogo: “Il Presidente valuti al meglio il futuro del club e tenga in conto tutte le opzioni”

 

Anche il Comune di Perugia, all’indomani della retrocessione del Perugia Calcio in Serie C, sceglie di esprimersi sulla materia in questione con una nota pubblicata su perugiacomunica.

“L’Amministrazione comunale esprime profondo dispiacere e rammarico per la retrocessione in Lega Pro del Perugia Calcio, per il deludente risultato sportivo e per le modalità con cui si è arrivati all’esito della stagione sportiva. Un risultato decisamente distante dalla storia della Perugia calcistica, dalle aspettative della Perugia sportiva e della Città tutta, frutto di un percorso tortuoso, che ha visto la squadra occupare a lungo i bassi fondi della classifica. La Lega Pro non rappresenta la dimensione sportiva che la città e i tifosi auspicano per una società di grande tradizione. L’essere poi ricaduti in un risultato simile, a distanza di soli tre anni, costituisce un triste unicum nella storia biancorossa: occorre una seria e profonda riflessione sul piano della gestione sportiva. La retrocessione è una ferita anche per l’Amministrazione comunale, che in questi anni non ha mai lesinato attenzione e prontezza rispetto alle numerose necessità che la Società ha manifestato. In primis, com’è noto, la gestione dello stadio Renato Curi che ha portato ad interventi strutturali importanti, mai effettuati dalle amministrazioni precedenti anche laddove si era evidenziata la necessità. Auspichiamo pertanto che nei giorni a venire il Presidente possa valutare al meglio il futuro della società e della squadra, tenendo in conto tutte le opzioni possibili, mettendo al centro dell’interesse la necessità di un pronto riscatto sul piano sportivo, tale da garantire in breve tempo un ritorno nelle categorie che più competano al Perugia Calcio, in modo da evitare alla città, ai tanti tifosi e appassionati di rivivere nuovamente delusioni così forti”.

Nicolò Brillo