Il Grifo getta alle ortiche la serata perfetta

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La meritata sconfitta di Ancona non perfette al Perugia di approfittare dei passi falsi delle avversarie. Baldini stavolta da rivedere, ma la rosa appare sempre più lacunosa

La meritata sconfitta di Ancona non permette al Perugia di approfittare dei passi falsi delle avversarie. Baldini stavolta da rivedere, ma la rosa appare sempre più lacunosa

 

Nella serata perfetta, quando tutte le avversarie dirette avevano fatto, in precedenza, cilecca, il Cesena pareggiando a fatica a Gubbio dopo aver giocato tutta la gara in dieci per l’espulsione, dopo solo quattro minuti, del loro bomber Corazza, la Torres e il Pescara addirittura perdendo, a Chiavari con l’Entella la capolista e a Carrara la squadra di Zeman, il Perugia getta alle ortiche, per non citare volgarmente qualche altro posto, tre punti d’oro che l’avrebbero sensibilmente avvicinato alla zona promozione diretta.

Invece niente di tutto questo, anzi, il Grifo perde meritatamente due a uno ad Ancona, contro una squadra ordinata e volenterosa, ma sicuramente alla portata della squadra di mister Baldini, riproponendo in cento minuti tutti i difetti di una rosa monca in attacco e in difesa, acuiti ieri sera per la prima volta anche da qualche scelta sbagliata dell’allenatore, a dimostrazione che con questo organico il sogno promozione diretta rimane una chimera.

Un Grifo impotente, padrone del campo per quasi tutto il primo tempo, che, però, non riusciva mai a rendersi pericoloso negli ultimi sedici metri, con l’unica occasione da rete arrivata con un bellissimo tiro a volo di Bartolomei da quaranta metri, alzato a fatica in angolo dal portiere dorico. Baldini, nei suoi tentativi di trovare la quadra in attacco col materiale che ha, aveva scelto Cudrig centrale con Ricci e Matos sulle ali, visto che Seghetti, allenatosi solo al sabato, non aveva i novanta minuti.

Scelta rivelatasi sbagliata perchè Cudrig non è pervenuto, Matos, come al solito, non tira mai e Ricci, al debutto da titolare, si è subito spento dopo un paio di spunti iniziali. Nei finale di prima frazione l’Ancona ha cominciato a mettere la testa fuori dal guscio, accorgendosi che sulla fascia destra del Perugia Cioffi aveva vita facile con Paz e mister Colavitto, nell’intervallo, deve aver evidentemente spronato Cioffi e compagni ad affondare da quella parte.

Scelta decisiva perché al primo affondo sulla sinistra Paz veniva regolarmente saltato e sul cross, con Angella piazzato male, Saco non aveva difficoltà ad infilare Adamonis di testa. A quel punto Baldini, invece di cambiare uomini e assetto lasciava le cose come stavano, cioè male per il Perugia che, sempre dalla sinistra, dopo un paio di contrasti colpevolmente persi in maniera troppo morbida, subiva il raddoppio di Peli e meno male che, poco dopo, il palo respingeva la conclusione del devastante Cioffi, ad Adamonis battuto, dopo un’altra scorribanda sulla sinistra del folletto dorico.

Solo sul quasi tre a zero Baldini si decideva a cambiare, inserendo Mezzoni al posto dello stralunato Paz e, al posto dell’evanescente Cudrig e di Kouan, che però, a nostro parere, non aveva demeritato, Vazquez e Seghetti, che vivacizzavano un po’ la manovra offensiva, con Vazquez che sfiorava il gol con un bel colpo di testa e con Seghetti che realizzava l’irregolare gol del del due a uno, segnato con un evidente tocco di avambraccio, sfuggito all’arbitro, dopo essersi, però, divorato un gol, qualche minuto prima.

I dieci, sacrosanti minuti di recupero registravano il confuso assalto finale al pareggio da parte del Perugia che non riusciva però a rendersi pericoloso, lasciando, giustamente, al fischio finale tre punti di platino sullo “stregato” terreno del “Del “Conero”, dove il Perugia non è mai riuscito a vincere, perdendo purtroppo, anche spesso.

Adesso i grifoni, invece di secondi a braccetto col Cesena, come sarebbero stati in caso di vittoria, a sole tre lunghezze dalla Torres, con Pescara e Carrarese dietro di ben quattro lunghezze, si ritrovano sempre terzi a sei punti dalla vetta, ma a tre dal Cesena, che ha anche una gara da recuperare e vincendola potrebbe andare anch’essa in vetta a più sei e solo un punto davanti a Carrarese e Pescara, con la Recanatese di Pagliari che, in caso di successo nella gara interna di stasera contro il Sestri Levante, raggiungerebbe al terzo posto il Perugia.

La sconfitta di Ancona boccia in ottica promozione diretta il Perugia, anche perchè c’è un dato statistico significativo che corrobora quanto scriviamo. Il Perugia ha incontrato cinque delle otto formazioni che, insieme ai grifoni, occupano le prime nove posizioni della classifica, senza riuscire a batterne una. Quattro  pareggi, Torres, Pescara e Pontedera in casa, Recanatese fuori, unita alla sconfitta in trasferta con l’Ancona, nono, con Carrarese, Cesena e Gubbio, ancora da affrontare.

Le colpe evidenti, come accennato in precedenza, sono della società che ha assemblato una rosa  lacunosa, tecnicamente in attacco e numericamente in difesa dove gli stoici Angella e Vulikic sono costretti a giocare sempre e lo stesso discorso vale per il trentaquattrenne play Bartolomei a centrocampo, che non sappiamo quanto possa ancora durare giocando sempre per mancanza di ricambi adeguati nel suo ruolo. Ieri ci ha messo per la prima volta del suo anche l’allenatore che, secondo noi, proprio a causa di queste lacune, è in difficoltà e, a volte può sbagliare.

Ma è assolutamente assurdo leggere, come ci è successo nei social dopo la gara, che qualche tifoso vorrebbe cambiare allenatore. Questa è una squadra che ha un organico tra il sesto e il quarto del torneo e,  se il Perugia terzo è merito di Baldini, che è bravo ma che è umano e, quindi non infallibile. Purtroppo, però, lo sport preferito degli ormai pochi paladini di Santopadre, si sa, è quello di addossare le colpe societarie su altri ed è anche per questo se ci ritroviamo in Serie C dopo due vergognose retrocessioni in soli quattro anni.

Danilo Tedeschini