Il Perugia contrae la “pareggite”

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A Recanati sesta 'X' in 10 gare. Senza bomber arrivano poche vittorie...

A Recanati sesta ‘X’ in 10 gare. Senza bomber arrivano poche vittorie…

 

La pareggite. Questo virus penetrante, attanaglia ormai il Perugia di Baldini che coglie a Recanati il suo sesto pareggio in dieci gare, uno zero a zero sofferto, deciso dalle paratone di entrambi i portieri ma, soprattutto, dalla dabbenaggine sotto porta degli avanti di entrambe le squadre che hanno sciupato tutto quello che potevano sciupare nel corso di una gara piacevole e combattuta.

Dei sei pareggi, ben quattro sono arrivati contro le squadre che occupano i posti dal primo al nono, Torres e Pescara in casa e Lucchese e, appunto, Recanatese ieri sera, segnale evidente che la squadra, pur dando sempre il massimo e giocando a tratti un discreto calcio, non ha la forza di far sua la partita contro avversari di spessore, limitandosi a vincere con le squadre deboli e neanche tutte, alla luce dei pareggi con il Pontedera, nel gruppo delle sestultime e col Rimini, penultimo.

Le uniche quattro vittorie, troppo poche per una squadra che vuole ritornare subito in B, infatti,  sono arrivate contro l’ultima in classifica, la Fermana, contro due delle tre penultime, la Juventus Next Gen e il Sestri Levante e con la Spal, fino a ieri sera in zona playout e adesso nel folto gruppo delle sestultime, dimostrazione evidente che il virus della pareggite sta facendo danni senza il “vaccino” di attaccanti che la buttino dentro con una certa regolarità.

Anche ieri sera Vazquez non ha inciso, se non in maniera negativa quando si è fatto parare il rigore dal bravo Meli. Matos, bravo a procurarsi il rigore come ad Alessandria, tira molto poco mentre il giovane Seghetti, subentrato nella ripresa, si è mosso bene ma ha fallito anche lui due clamorose occasioni, con Cudrig, subentrato nel finale, che ha calciato abbondantemente a lato l’occasione creata.

Siamo arrivati alla decima partita e ci siamo già lasciati alle spalle oltre un quarto di campionato e se il Perugia è in ritardo rispetto alle tre “grandi” lo si deve proprio a questa penalizzante lacuna: la mancanza di attaccanti da almeno dodici gol a stagione senza rigori. Ritardo in classifica che è di due punti da Pescara e, al momento dal Cesena, fermato ieri dall’ordinanza del sindaco di Chiavari per l’allerta meteo, che ha determinato il rinvio di Entella-Cesena, con  la possibilità, quindi, che il distacco dai romagnoli possa aumentare a tre o anche a cinque punti, dopo il recupero della gara.

Ma quello che deve preoccupare, in ottica promozione diretta, è il distacco dalla capolista Torres, tornato a ben otto lunghezze. Torres che, tra l’altro, ha già incontrato tre delle prime quattro squadre che la seguono a distanza in classifica. Probabilmente tutti quanti abbiamo sottovalutato la squadra di mister Alfonso Greco parlando di “fuoco di paglia”, di squadra che non ha una panchina lunga o di squadra in calo dopo i due pareggi susseguenti alle sette vittorie iniziali.

Ed invece la vittoria di Pescara, contro un’agguerrita concorrente, smentisce tutto questo, perché raggiunta, al termine di un’ottima prestazione dei sardi, praticamente senza ben cinque titolari, viste le assenze per infortunio dei quattro giocatori migliori, il terzino sinistro Liviero, il centrale difensivo Idda e il play Giorico, alle quali, dopo pochi minuti, si è aggiunta quella del laterale destro Zecca, infortunatosi e costretto ad uscire, con l’attaccante Diakite, cresciuto nel Madonna Alta, due gol nelle cinque gare giocate, lasciato prudenzialmente in panchina perché reduce da un infortunio.

Tornando alla gara di Recanati ci ha pensato il rientrante Adamonis, il migliore tra i grifoni, con quattro interventi decisivi, due nel primo tempo e due nella ripresa, a tenere a galla un Perugia che non si è trovato certamente a suo agio nel sintetico di Recanati, contro una squadra brillante che attendeva i grifoni, che hanno tenuto invano il pallino del gioco in mano, soprattutto nella ripresa, per poi ripartire con rapide transizioni e rendersi particolarmente pericolosa, sfruttando gli errori di misura dei passaggi dei centrocampisti e la lentezza di una difesa alta.

Al di là della superficie e delle dimensioni un po’ più piccole del “Tubaldi”, queste difficoltà il Perugia le trova ogni volta che incontra attaccanti rapidi e tecnicamente validi, molto insidiosi nelle ripartenze, come Guadagni a Lucca, Lamesta a Rimini, Merola col Pescara e Ianesi col Pontedera, tanto per citarne alcuni e mister Baldini dovrà lavorare su questo, magari abbassando leggermente la linea difensiva contro avversari con queste caratteristiche.

Il Perugia tornerà in campo lunedì sera contro una squadra, l’Entella, partita come una delle favorite sulla carta ma che ha trovato enormi difficoltà iniziali, difficoltà che con il nuovo allenatore Fabio Gallo sta cercando di superare e le ultime tre vittorie consecutive sono lì a dimostrarlo, con la squadra ligure, che sta scalando rapidamente la classifica, passata dall’ultimo posto alla zona playoff in caso anche di solo un pari nel recupero di Chiavari.

Partita da prendere certamente con le molle ma da vincere assolutamente per il Perugia, per non accumulare ulteriore ritardo dalle prime tre, in particolare dalla Torres, tutte impegnate in casa e poi per onorare ancora una volta la memoria del grande Renato Curi poiché, proprio nel giorno della gara con l’Entella, il 30 Ottobre, ricorre il quarantaseiesimo anniversario della morte, avvenuta, come tutti ricordano, nel prato dello stadio che porta il suo nome durante la gara con la Juventus.

Danilo Tedeschini