Lavagna tattica: con la Triestina la gara dei dilemmi

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Lavagna tattica: con la Triestina la gara dei dilemmi. La vittoria in rimonta del Grifo sui friulani pone alcuni interrogativi. Ma un cosa è certa: Caserta, appena può, torni alla difesa a quattro 

Lavagna tattica: con la Triestina la gara dei dilemmi. La vittoria in rimonta del Grifo sui friulani pone alcuni interrogativi. Ma un cosa è certa: Caserta, appena può, torni alla difesa a quattro

La partita di ieri con la Triestina è una di quelle classiche gare dove si contrappongono dilemmi ai quali è difficile dare una risposta.

Innanzitutto: ha sbagliato la formazione Caserta (mettendo Kouan fuori ruolo come seconda punta, come avevo già sottolineato nello scorso articolo, visto che spalle alla porta l’ivoriano non sa giocare) o è stato bravo a correggere le messe indovinando i cambi?

E’ stata brava la Triestina ad addormentare la gara per larghi tratti o il Perugia ha giocato sotto ritmo?

Ha sbagliato la Triestina a pensare che la partita era già vinta o sono stati caparbi e determinati i grifoni a crederci fino all’ultimo?

Se si dovesse analizzare la gara dal risultato, le risposte dovrebbero esaltare il Grifo e il suo condottiero; probabilmente in maniera più equilibrata, analizzando la gara in maniera scevra dal risultato finale, si può dire che c’è stata una compartecipazione di una serie di elementi che hanno permesso al Perugia di vincere e di continuare a sperare nella rincorsa al primo posto.

Sicuramente una cosa è oggettiva: la Triestina, per qualità e esperienza degli interpreti, è una squadra di altissimo livello per la categoria, costruita per vincere il campionato. Sarno, Litteri, Ligi, Lopez, l’ex Rizzo, sono giocatori di spessore.

Non sorprende quindi che negli scontri diretti la formazione alabardata abbia avuto la meglio con molte delle squadre di testa.

Poi evidentemente subentrano altri elementi, come il cambio di allenatore, il covid, le motivazioni, lo spogliatoio che hanno ridimensionato le ambizioni iniziali, ma rimane senza dubbio un’ottima compagine.

Quindi era facilmente immaginabile che si trattasse di una partita difficile, sotto ritmo (hanno molti giocatori esperti di una certa età) e con poche occasioni da entrambe le parti.

Il livello tecnico tattico delle due squadre è abbastanza simile: il Perugia ha fatto qualcosina in più nel primo tempo, ma poi per larghi tratti della ripresa, specialmente dopo il vantaggio ospite, si è avuta la netta impressione che la gara fosse in mano della Triestina, fino ai due colpi finali di Murano e Minesso.

Entrando nel dettaglio della gara, il primo tempo è stato abbastanza equilibrato, senza tiri nello specchio della porta.

È apparso tuttavia chiaro che Elia risultasse sacrificato come quarto di destra e che Kouan abbia nel recupero palla e ripartenza l’arma migliore, arma non applicabile partendo da seconda punta ove diventano essenziali i movimenti spalle alla porta, movimenti abbastanza sconosciuti per il giocatore ivoriano.

Caserta ha dunque posto rimedio ad inizio ripresa invertendo le posizione dei due giocatori, ma su una indecisione del francese Vanbaleghem che si aspettava la scalata di Rosi su Litteri (ha dato completamente le spalle al proprio avversario) e con una incertezza di Minelli, la Triestina è passata in vantaggio.

Il Grifo sembrava a quel punto incapace di reagire alla situazione, con i giocatori di mister Pillon molto abili a perdere tempo e a gestire la situazione.

Per fortuna che i cambi di Caserta hanno sparigliato le carte, in particolare Murano è sembrato in condizioni strepitose, in fiducia (evidentemente il coast to coast di Verona si fa solo se hai una buona autostima) e la sua zampata ha permesso di raddrizzare una gara che sembrava segnata.

Poi Minesso ha dimostrato di essere molto abile sotto rete e, raccogliendo un assist di Bianchimano (altro subentrato), ha regalato i tre punti ai grifoni.

Le riflessioni finali possono essere le seguenti. Caserta deve tornare alla difesa a 4, recuperando al 100% Negro, per due motivi.

Il primo è che Vanbaleghem non è un difensore e si è visto in occasione della rete della Triestina.

Il secondo risiede invece nel fatto che Elia, giocando esterno a centrocampo, non sembra né carne né pesce (non sa quando affondare e quando difendere, tende a stringere troppo… ma è molto giovane).

E’ invece molto più a suo agio da terzino o da attaccante, dove conosce alla perfezione i movimenti.

Inoltre Murano in questo momento merita una maglia dal primo minuto, al fianco di Melchiorri, che a mio avviso si esprime al massimo con un attaccante centrale al suo fianco.

Fabio Orlandi