Grifo: senza centravanti non si vincono né partite né campionati

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Contro la Torres si doveva assolutamente vincere, invece il pari lascia aperta la voragine tra il Perugia e i sardi. Se metteremo le radici in C la colpa non sarà certo di Baldini 

Contro la Torres servivano assolutamente i tre punti, invece il pari lascia aperta la voragine tra il Perugia e i sardi. Se metteremo le radici in C la colpa non sarà certo di Baldini

 

Senza centravanti che la buttano dentro non si vincono né le partite, né i campionati. E’ questo il succo dell’ennesimo pareggio del Perugia, uno a uno al “Curi” con la Torres, il quinto in otto partite, il terzo su quattro gare in casa, a fronte di solo tre vittorie in totale, due ottenute contro squadre di bassa classifica, Fermana in trasferta e Sestri Levante in casa e una contro la tanto sponsorizzata Spal che, invece, alla prova del campo, risulta averla data a tutti o quasi in questo primo quinto abbondante di campionato.

Dire che il Perugia dopo otto giornate è già out dalla lotta per la promozione diretta potrebbe sembrare azzardato ma l’enorme ritardo, otto punti dalla Torres capolista, ma anche i cinque dal Cesena, secondo, a nostro parere la squadra più forte e, probabilmente, anche dal Pescara di Zeman, accumulato in sole otto gare soprattutto per colpa dei troppo pareggi, gridano vendetta quelli con altre due squadre modeste come Pontedera e, soprattutto Rimini, dimostrano come senza centravanti abituati a buttarla dentro non si vincono le partite e, tantomeno, i campionati.

Contro la Torres si doveva assolutamente vincere per accorciare sulla vetta e provare a rientrare, anche se ad handicap, nella corsa per la promozione diretta, approfittando anche delle due importanti assenze dell’ultimo momento nelle file della Torres, quella dell’esterno di fascia sinistra Liviero, un ex e, soprattutto, del play della squadra, Giorico, ex Modena e Carpi. Invece è arrivato un pareggino in rimonta che lascia inalterata la voragine dai sardi e il buco dal secondo posto del Cesena, aumentando, probabilmente, quello dal Pescara se stasera vincerà in casa con la Vis Pesaro.

Dopo questo pari il Grifo scivola in quinta posizione, superato anche dalla Carrarese. Quinta e non sesta solo perché la Lucchese ha dovuto rinviare la propria gara interna con l’Olbia a causa degli impegni in nazionale di vari giocatori sardi. In caso di successo nel recupero del 2 Novembre, infatti, la Lucchese sopravanzerebbe i grifoni di un punto, mentre, al momento, sesta, con un solo punto in meno del Perugia è la sorprendente Recanatese di mister Giovannino Pagliari e di Melchiorri, vittoriosa due a zero sull’Arezzo.

Attualmente la proiezione della quota promozione diretta sarebbe di 104,5 punti, quota esagerata, destinata a scendere di molto. Prendendo, invece, come parametro la media della seconda, il Cesena, la proiezione finale darebbe quota novanta punti, da limare ulteriormente intorno a quota 83, nettamente alla portata delle prime tre navigando poco sopra la media inglese nelle prossime trenta gare, con la Torres che dovrebbe fare solo 61 punti, mentre il Cesena e, probabilmente, il Pescara, 64, medie addirittura inferiori a quelle con le quali abitualmente si vincono i campionati.

Il Perugia, invece, per arrivare a quota 83 di punti ne deve fare ben 69 in 30 partite, ovvero 20 vittorie, 9 pareggi e UNA SOLA SCONFITTA, ad una media stratosferica, nettamente superiore a quella, tanto per fare un esempio recente, di 65 punti nelle ultime 30 gare, utile a far vincere il campionato alla squadra di mister Caserta che arrivò prima, con 79 punti, solo per la migliore differenza reti negli scontri diretti nei confronti del Padova, all’ottava giornata di allora capolista a quota 16, solo due lunghezze davanti al Perugia, secondo a 14 punti, gli stessi del Perugia attuale.

Proprio da qui nasce il nostro fondato scetticismo sulle possibilità di promozione diretta. Baldini ha certamente dato un verso a questa squadra ma non è ancora attrezzato per i miracoli, come quello di portare in testa alla classifica e rimanerci una squadra che non ha un bomber autentico e che sarà per più di un mese in emergenza anche nei centrali difensivi. Davanti corrono, incidenti di percorso come quello del Pescara col Pineto o del mezzo passo falso del Cesena col Sestri Levante a parte e i tanti punti di vantaggio sono determinati dalla differente facilità ad andare in gol delle prime tre rispetto al Perugia e con meno gol segnati, invece di vincerle, le partite le pareggi e perdi terreno.

Anche per questo trovo ridicole le critiche mosse a Baldini sullo schieramento iniziale. Baldini è come un giocatore di carte a cui i punti non entrano e ad ogni mano deve difendersi, inventandosi per l’attacco falsi nueve come Santoro, o avanzando esterni di fascia come Lisi a fare le ali, perchè il centravanti vero, quello, senza esagerare troppo, da almeno una dozzina di gol senza rigori, la società, colpevolmente, non gliel’ha dato, visto che anche Vazquez, un solo gol finora, è una seconda punta, con Matos apparso ieri in preoccupante involuzione.

I “dalli al Baldini” allora replicano: “Perchè non ha messo Ricci e Seghetti dall’inizio?” Semplice, il primo non ha i novanta minuti mentre il ragazzino, entrando quando gli avversari cominciano a cedere fisicamente, diventa un’arma fondamentale come “spacca partite”, a differenza di quando, un paio di volte, il tecnico lo ha schierato titolare.

E allora riconosciamo le colpe a chi ce le ha, Santopadre, e i meriti alle persone giuste, Baldini, che sta tenendo il Perugia nelle posizioni di rincalzo delle più forti. Lo sappiamo, il quarto, il quinto, il sesto posto non ti mandano in B direttamente e, molto probabilmente, non ti faranno vincere quell’autentica lotteria che sono i playoff di C, ma se, purtroppo, metteremo le radici in Serie C la colpa non sarà certo di Baldini e dei suoi ragazzi che si impegnano sempre al massimo!

Danilo Tedeschini