Il Perugia in Sardegna perde una grande occasione

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Dopo il pari dell'andata arriva una 'x' anche al ritorno. Iannoni e Seghetti illudono, poi Teraschi gela il

La sconfitta di Sassari segna l’addio al secondo posto e inguaia anche il cammino per il terzo. Lecito aspettarsi un atteggiamento più propositivo, ora la Juve “b”

 

Nella conferenza stampa del sabato antecedente la gara di Sassari, mister Formisano aveva così testualmente risposto ad una domanda di un collega sull’importanza della gara di Sassari: “Non attribuisco alla gara con la Torres un carattere speciale rispetto alle altre, tutte le partite valgono tre punti”.

Peccato, mister, che i tre punti, alla fine, li abbia meritatamente presi la Torres che, con questa vittoria, schizza di nuovo dieci punti avanti al Perugia, undici visti gli scontri diretti favorevoli, spegnendo definitivamente la speranza del Perugia di poter arrivare secondo, con la Carrarese, terza, che ha guadagnato un altro punto, adesso sono tre le lunghezze di ritardo dei grifoni dagli apuani e meno male che l’Ancona è pervenuta al due a due proprio all’ultimo, altrimenti sarebbero salite a cinque, con il concreto rischio di essere riagganciati anche dal Gubbio se batterà l’Entella.

La classifica appena descritta spiega eloquentemente quanto la gara del “Vanni Sanna” fosse fondamentale per il prosieguo del campionato del Perugia che, in caso di vittoria,  non solo avrebbe  riagganciato la Carrarese al terzo posto ma, soprattutto, avrebbe concretamente riaperto  a se stessa, oltre che alla Carrarese, la lotta per il secondo posto visto che il ritardo sarebbe stato solo di quattro punti, con in più il bonus degli scontri diretti favorevoli, anche perché col secondo posto, ai playoff, per arrivare alla fine, si giocano sei gare, con il terzo e il quarto, otto o nove, troppe per questa rosa.

L’editoriale lo scriviamo molte ore dopo la gara e potrà sembrare facile scrivere dopo ma, credeteci, sabato l’ascolto di quella frase ci aveva lasciato molto perplessi, al pari di quell’altra, sibillina, pronunciata dal tecnico subito dopo la gara pareggiata in casa col Rimini: “Mai più zero a zero”. Formisano è stato di parola, peccato, però, che nelle tre gare successive abbia perso due volte e abbia vinto, con molta fortuna, per uno a zero, solo la gara casalinga con l’ultima in classifica.

Non vogliamo pensare che il preparato, ma inesperto tecnico, possa aver sottovalutato l’enorme importanza di questa gara, ma ci saremmo aspettati un atteggiamento più propositivo per tutta la partita e non solo per i primi quindici-venti minuti. Formisano ha già superato Baldini nelle sconfitte, ben tre in sole nove gare, contro le due in diciotto del suo predecessore, anche se la sua media punti, 1,77 punti a partita, è ancora leggermente migliore di quella di Baldini 1,66, che però, nelle sue diciotto gare, non aveva a disposizione una vera punta di ruolo come Sylla.

Proprio il nuovo centravanti, Sylla, però, un fantasma a Sassari, ha disputato ieri la sua peggiore prestazione ma anche i compagni non l’hanno aiutato. Con Seghetti, che si è mangiato un’occasione colossale nel primo tempo, l’intesa ancora latita e i tre centrocampisti, lo diciamo da un pezzo, giocano obbligatoriamente sempre loro e alla fine “scoppiano”, ecco spiegato il motivo del vistoso calo di ritmo nella ripresa. Ha retto bene la difesa, agevolata ancora una volta, però, successe anche con Morra del Rimini, dall’infortunio prima della gara, stavolta addirittura nel riscaldamento, del migliore attaccante avversario, Fischnaller.

Gira e rigira le lacune di questa rosa monca vengono sempre a galla e le colpe della società che l’ha allestita sono di gran lunga superiori a quella dei due tecnici succedutisi sulla panchina biancorossa. Il Cesena è di un altro pianeta, la Torres è più forte e sia il nettissimo distacco, sia gli scontri diretti negativi, sono lì a dimostrarlo. La Carrarese ha un organico più completo del Perugia e, una volta liberatosi del tiki-taka praticato da mister Dal Canto, con mister Calabro, undici punti in cinque gare, sta volando. Solo il Gubbio, tra le prime cinque, ha una rosa inferiore tecnicamente, compensata, però, dalla bravura del suo esperto tecnico.

Sfumato, per chi ci credeva, il secondo posto, l’imperativo categorico rimane quello di arrivare terzi, anche se, come accennato, la rosa della Carrarese ci è superiore in quantità e gli apuani, che hanno tre punti di vantaggio, ci affronteranno in casa, dopo aver pareggiato lo scontro diretto dell’andata, potendo vantare, al momento, anche sei gol di vantaggio nella differenza reti, decisiva in caso di risultato di parità anche al “Dei Marmi”. Con il Pescara in grande crisi, auguri a Zeman che si opera, ci sarà da tenere a bada anche il Gubbio, cu i grifoni renderanno visita tra meno di un mese.

Certo, parlare di obiettivo terzo posto per una squadra che ha calcato palcoscenici importanti e che, dopo essere retrocessa ignobilmente l’anno scorso, doveva arrivare prima, come successo con Fabio Caserta in panchina, allenatore bravo e colpevolmente mai troppo rimpianto da queste parti, fa quasi vergognare, ma tant’è. E’ il chiaro segno dell’appiattimento e dell’adeguamento agli eventi, all’assuefazione al ridimensionamento, che la gestione Santopadre ha provocato in molti, anzi, in pochi. La paura concreta è quella di metterci le radici in questa categoria!

Domenica c’è la Juve al “Curi”, quella Next Generation, ventidue punti nelle ultime dieci gare, sei più dei grifoni, imbattuta nel Girone di ritorno, in queste ultime dieci partite seconda solo al Cesena. Se non si dovesse vincere ci dovremmo adeguare al quarto, poi al quinto e poi magari anche al sesto posto? Loro, i pochi, noi mai!

Danilo Tedeschini