Il Rimini è una solida realtà, anche le umbre in Paradiso

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I romagnoli, trascinati dal solito Morra, fanno festa ad Ancona. Gubbio corsaro a Olbia, Grifo ok sulla Juve Next Gen.

 

Paradiso

10 Claudio Morra

Ormai il Rimini di mister Troise è una realtà. Terza vittoria consecutiva, seconda in trasferta,  grazie ancora una volta, alla specialità della casa, la rimonta. Infatti, dopo aver chiuso, ad Ancona,  la prima frazione sotto di un solo gol, ringraziando il portiere Colombi autore di grandi interventi che hanno limitato il passivo, il Rimini cambia pelle nella ripresa, anche grazie alle sostituzioni di Troise e, trascinato dal solito Morra che realizza la rete del pari, la quindicesima stagionale del vicecapocannoniere del Girone, che sta vivendo una stagione che definire straordinaria  sarebbe limitativo, ne segna altre due in dieci minuti, chiudendo a suo favore, già al quarto d’ora della ripresa, una gara che, all’intervallo, sembrava quasi compromessa. Con un Morra (e un Lamesta)  così,  per i romagnoli, che intanto entrano meritatamente in zona playoff all’ottavo posto, con trentotto punti, ogni traguardo non è più proibito, essendo il Rimini ancora pienamente in corsa per vincere la Coppa Italia, che mercoledì lo vedrà giocare a Catania la semifinale di ritorno, forte dell’uno a zero dell’andata. Morra, bomber sorprendente!

9 Carrarese, Torres e Gubbio

Con mister Calabro in panchina è veramente un’altra Carrarese. Quattro vittorie, due addirittura per cinque a uno, una con la Torres e una ieri col Sestri Levante e due pareggi in sei gare con il nuovo tecnico. Carrarese che travolge il Sestri Levante dopo essere andata inizialmente sotto su rigore, anche se i liguri sono rimasti in dieci sul due a uno. Cinque reti segnate da cinque giocatori diversi sono un’altra dimostrazione di forza di questa “nuova” Carrarese, che prima segnava col contagocce e adesso, invece, viaggia alla media di tre gol a partita. Di Cicconi e Imperiale nel primo tempo e di Panico, Schiavi e Finotto nella ripresa, le reti degli apuani, che si confermano al terzo posto, salendo a quota cinquantadue.

Ritrova il successo in trasferta la Torres, che vince due a uno a Pontedera. Primo tempo sofferto dei rossoblù con Zaccagno protagonista, che salva il risultato in un paio di circostanze. Nella ripresa Scotto trova subito il vantaggio di testa ed è poi Zambataro a chiudere la gara a metà frazione. La rete toscana nel finale serve solo a limitare il passivo. Torres sempre saldamente seconda, adesso con cinquantanove punti.

Il Gubbio, come da pronostico, espugna il “Nespoli” di Olbia  due a uno, ma c’è voluto un calcio di rigore al novantesimo, trasformato molto bene da Di Massimo, per aver ragione della squadra sarda, pervenuta al momentaneo pari cinque minuti prima, dopo che Udoh, nel recupero del primo tempo, aveva portato in vantaggio gli umbri. Gubbio che sale a quota quarantasette, confermandosi al quinto posto.

8 Cesena e Perugia                                                                                         

Continua a macinare punti e vittorie la capolista Cesena, che si impone due a zero sul Pineto nella gara dell’“Orogel Stadium”. Non inganni il risultato perché, in parità numerica, i cesenati hanno faticato, chiudendo il primo tempo a reti bianche, poi, nel recupero della prima frazione arrivava l’espulsione del portiere abruzzese e la gara si metteva bene per la squadra di mister Toscano, in gol nella ripresa con Corazza e Ogunseye. Cesena sempre più primo con ben settantuno punti!

Torna a vincere il Perugia che, grazie al gol di Sylla, al tramonto del primo tempo, e di Lewis, ad inizio ripresa, supera meritatamente due a zero la Juve N.G. al “Curi. Il prezioso successo consente ai grifoni di rimanere al quarto posto, adesso con quarantanove punti, sempre a tre lunghezze dal terzo della Carrarese e di conservare le due lunghezze di vantaggio sul Gubbio, quinto.

7 Recanatese e Pescara

La Recanatese esce dall’incubo e ritrova la vittoria al “Tubaldi” contro la Vis Pesaro. Miglior  debutto sulla panchina recanatese non poteva esserci per il nuovo allenatore, Filippi. A decidere la gara un clamoroso autogol, alla “Mai dire Gol” della Vis Pesaro, ma la squadra leopardiana ha meritato la vittoria al di là dell’episodio fortunato da cui è scaturita. La squadra di mister Filippi sale a quota ventisette punti, anche se rimane sempre terzultima.

Senza più mister Zeman in panchina, forzatamente dimissionario causa l’intervento chirurgico alle coronarie, perfettamente riuscito, tanti auguri mister, il Pescara di mister Bucaro, secondo di Zeman, confermato sulla panchina abruzzese, torna al successo battendo in casa, uno a zero, la Lucchese grazie alla rete di Merola nel primo tempo. Successo, sofferto ma meritato, che permette al Pescara di interrompere il momento nero e salire a quota quarantaquattro, saldamente al sesto posto.

Purgatorio

6Arezzo e Fermana

L’Arezzo esce imbattuto dalla gara del “Mazza” con la Spal, con lo zero a zero finale che acquista maggior valore perché ottenuto in dieci contro undici a a causa dell’espulsione di Masetti dopo dieci minuti della ripresa. Punto meritatissimo, con l’Arezzo che anche in inferiorità numerica tiene bene il campo. Amaranto undicesimi con trentacinque punti, ad una sola lunghezza dalla zona nobile.

A differenza dell’ultima trasferta di Perugia, dove la palla del pareggio della Fermana si stampò sul palo interno, a Chiavari, dove stava perdendo, anche lì, uno a zero, l’ultima palla utile, scagliata da Fort, entra nella porta dell’Entella e la Fermana torna, così, dalla Liguria con un punto prezioso che, pur lasciandola ancora ultima, la fa salire a quota diciannove, a due lunghezze dalla zona playout.

5Spal, Entella                                                                                           

Secondo pareggio consecutivo, stavolta, però, solo uno zero a zero casalingo con l’Arezzo, per mister Di Carlo, che allunga comunque a quattro la sua striscia positiva di risultati, coincidente al suo ritorno sulla panchina della Spal. Neanche la superiorità numerica, marcata per buona parte della ripresa, consente agli estensi di trovare il gol. Spal sempre in zona playout, al quintultimo posto, con ventinove punti.

L’Entella non va oltre l’uno a uno nella gara casalinga contro il fanalino di coda Fermana che, invece, avrebbe dovuto assolutamente vincere per risalire in classifica. I liguri, in vantaggio ad inizio ripresa grazie alla rete di Giovannini, si fanno colpevolmente raggiungere nel recupero dalla rete di Fort. Pari giusto che relega la squadra di mister Gallo al dodicesimo posto, adesso a quota trentaquattro, sempre fuori dalla zona playoff.

Inferno

4Lucchese e Pineto                              

La Lucchese si conferma la squadra più discontinua del campionato, una dritta e una storta, andando a perdere uno a zero a Pescara. I rossoneri non disputano una brutta gara, colpiscono anche un palo nella ripresa ma non riescono a pareggiare il decisivo gol degli abruzzesi subito nella prima frazione. Lucchese sempre tredicesima, insieme alla Vis Pesaro, a quota trentadue.

Il Pineto resiste un tempo alla capolista nella gara di Cesena, poi l’espulsione del portiere Tonti cambia la partita e il Pineto, nella ripresa, subisce le due reti che decidono la gara. Nonostante la battuta d’arresto, ampiamente preventivata, gli abruzzesi rimangono all’interno della zona nobile, con il loro decimo posto a quota trentasei.

3Vis Pesaro e Juventus Next Gen.

La peggiore Vis Pesaro di questo campionato resuscita la Recanatese, perdendo uno a zero al “Tubaldi”, regalando letteralmente il gol della vittoria ai padroni di casa con il clamoroso passaggio al portiere, sbagliato da Zagnoni, finito incredibilmente in rete poco prima della mezzora del primo tempo. Prestazione da dimenticare in fretta quella della squadra di mister Banchieri, mai in grado di impensierire il portiere recanatese. La Vis Pesaro resta tredicesima, in compagnia della Lucchese.

Evidentemente Perugia è indigesta per la Juventus, due scudetti persi e la Juve N.G. non fa eccezione. I bianconeri, infatti, interrompono al “Curi” la loro lunga striscia positiva di dieci gare, perdendo due a zero con il Perugia che, finora, è l’unica squadra ad aver fatto bottino pieno nelle due gare contro la formazione di mister Brambilla, che subiscono un gol per tempo e possono solo recriminare per il palo che poteva riaprire la gara a metà ripresa. Juve N.G., comunque, sempre in zona playoff, con il nono posto a quota trentasei.

2Olbia                                                                                                                    

Sfortunata prova dell’Olbia che cede l’intera posta in casa perdendo due a uno con il Gubbio. Sfortunata perché la rete del successo degli ospiti arriva solo al novantesimo, per di più su rigore, dopo che l’Olbia aveva meritatamente pareggiato cinque minuti prima, con la Rosa, il gol dell’uno a zero dei rossoblù, arrivato in chiusura di primo tempo. Olbia sempre più penultima con ventuno punti, oltretutto avvicinata a due lunghezze dal fanalino di coda Fermana e che è al limite massimo  del distacco dalla quintultima, otto punti, per poter disputare il playout.

1 Pontedera e Sestri Levante

Terza sconfitta consecutiva per il Pontedera, la seconda consecutiva al “Mannucci”, stavolta contro la Torres per due a uno. Primo tempo gagliardo dei toscani che sfiorano il vantaggio un paio di volte ma, nella ripresa, vengono a galla i soliti limiti difensivi, con la Torres che segna due volte. Pontedera anche un po’ sfortunato, con il possibile uno a uno di Ianesi che si stampa sulla traversa. La rete della bandiera nel finale la realizza Ganz. La squadra di mister Canzi rimane al settimo posto, ormai lontanissima dal gruppo che si sta giocando il terzo e il quarto posto, a quota trentanove.

Crollo verticale del Sestri Levante a Carrara, travolto cinque a uno dalla squadra apuana. Eppure i liguri erano anche passati in vantaggio inizialmente con un rigore trasformato da Pane, subendo subito, però, la rabbiosa reazione della Carrarese che, al ventesimo, era già sul due a uno. La successiva espulsione di Podda taglia le gambe al Sestri che, nella ripresa, subisce ben tre gol. La squadra di mister Barilari, al terzo stop consecutivo, scivola al quartultimo posto con ventotto punti.

0 Gianluca Colavitto          

Se qualcuno avesse affermato al termine della prima frazione di Ancona-Rimini, letteralmente dominata dalla squadra dorica, andata negli spogliatoi solo con un gol di vantaggio, quello di Saco, perché il portiere riminese aveva compiuto tre miracoli, che dopo soli undici minuti della ripresa sarebbe stata sotto tre a uno, lo avrebbero scambiato per pazzo. Invece è successo proprio questo, con la squadra dorica impietrita di fronte allo straripante inizio di ripresa riminese che poi conservava senza grosse difficoltà fino alla fine il tre a uno finale. Questa metamorfosi negativa  dell’Ancona chiama chiaramente in causa il suo allenatore Colavitto, che non ha trovato alla svelta soluzioni adatte a fermare la rapida rimonta riminese. Dopo questa sanguinosa sconfitta interna l’Ancona resta pericolosamente al sestultimo posto con i suoi trenta punti, una sola lunghezza sopra la zona a rischio. Blackout decisivo e allarmante!

Dan.Te.