Nella serata delle “cover” il Perugia ottiene un voto basso

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Seconda sconfitta della gestione Formisano che beneficia di una punta ma si ritrova con un centrocampo ridotto ai minimi termini. Chi sostituirà Kouan e Sylla contro la Fermana?

Seconda sconfitta della gestione Formisano che beneficia di una punta ma si ritrova con un centrocampo ridotto ai minimi termini. Chi sostituirà Kouan e Sylla contro la Fermana?

 

Nella serata sanremese dedicata alle “cover” anche il Perugia ha voluto partecipare, mandando, però, in campo a Vercelli una “cover” decisamente bruttina e stonata, che ha ricevuto, sia dalla critica che, soprattutto dal campo, un sintetico fradicio per la pioggia intensa caduta per tutta la gara che ha velocizzato molto il gioco, soprattutto della matricola ligure, un voto decisamente basso, visto l’uno a zero finale per il Sestri Levante, tutt’altro che immeritato che fa tornare incredibilmente a mani vuote i grifoni da questa lunga trasferta dalla quale ci si aspettavano i tre punti.

Una squadra, quella biancorossa, apparsa decente solo per i primi venti minuti, nei quali era riuscita a spaventare i liguri un paio di volte con Torrasi e Iannoni, poi, piano piano, i grifoni iniziavano a lasciare campo agli avversari che cominciavano ad abbandonare la timidezza iniziale, per prendere decisamente la meglio dopo la follia di Kouan ad una dozzina di minuti dall’intervallo, “quando finisce un amore”, che, già ammonito, rispondeva platealmente ad una provocazione di un avversario, spintonandolo a lungo e facendolo cadere a terra, beccandosi così il secondo giallo che lasciava i compagni in inferiorità numerica,

Il Perugia rischiava subito di capitolare con la traversa colta da Fossati con un colpo di testa ravvicinato prima del riposo, ma il vantaggio del Sestri Levante era solo rinviato alla ripresa perché, dopo un paio di occasioni iniziali fallite dagli avanti liguri, era il subentrato “sogna ragazzo sogna” Sandri a trovare il pertugio giusto con un velenoso rasoterra dai diciotto metri a metà tempo, sul quale la “cover” di Adamonis, “ragazzo mio”, è apparsa tutt’altro che irreprensibile,

La reazione del Perugia non portava a niente fino al quarto minuto di recupero, “halleluia”, quando un colpo di testa del giovane Polizzi, subentrato ad Angella, destinato all’incrocio veniva superbamente deviato in angolo da “la rondine” Anacoura, con i grifoni che subivano, così, la seconda sconfitta nelle sette gare della gestione Formisano.

Le stesse due sconfitte, tanto per intenderci, subite dal suo predecessore Baldini, ma in diciotto gare, tra l’altro giocate senza centravanti di ruolo, visto che Sylla, è arrivato solo all’inizio del Girone di ritorno e senza lo stellone che ha accompagnato mister Formisano nelle quattro vittorie consecutive e che, una volta oscurato, ha partorito solo un punto nelle due gare contro il Rimini, si era detto, dalla difesa perfetta, invece battuto facilmente due a zero in casa dal Cesena nel derby di ieri e contro il Sestri Levante, matricola assoluta del torneo, terzultimo fino a due partite fa.

E anche la classifica è molto simile a quella che, al momento dell’esonero di Baldini vedeva Carrarese e Pescara appaiate al terzo posto, una lunghezza avanti al Perugia e ben dieci avanti al Gubbio e che, al momento, in attesa della gara odierna della Carrarese a Chiavari, vede i grifoni, terzi con il Gubbio, protagonista di una sensazionale rimonta, corredata dal clamoroso quattro a zero sul Pescara di ieri, un punto avanti alla Carrarese che, in caso di vittoria salirebbe al terzo posto da sola, un punto avanti alla coppia umbra o, nel caso di pareggio, appaierebbe Gubbio e Perugia, col Pescara dietro a due lunghezze.

Quanto scritto non vuole essere assolutamente una bocciatura per il tecnico napoletano, ci mancherebbe, ma solo un sottolineatura che i “peana” levatisi subito al suo indirizzo erano stati probabilmente precipitosi, al pari dei giudizi trancianti sulla gestione Baldini. Obiettivamente non si possono disconoscere a Formisano, indubbiamente un tecnico preparato, le difficoltà che gli infortuni e una rosa uscita ancora una volta colpevolmente monca dal mercato, soprattutto nel pacchetto dei centrali di centrocampo, per colpa della società.

Avere solo quattro centrali in rosa, tra i quali l’attualmente indisponibile Bartolomei, infortunato, ha reso obbligatorio spremere Iannoni, Torrasi e Kouan e vorremo proprio sapere chi scenderà in campo mercoledì al posto dell’ivoriano, squalificato, nella gara con la Fermana nella quale sarà assente anche Sylla, che a Vercelli ha rimediato il quinto giallo stagionale e verrà, conseguentemente, squalificato.

Affrontare un calendario con sette gare da disputare in soli trenta giorni in queste condizioni è stato un suicidio col le “lamette” e gli effetti si stanno notando subito, senza contare che una squadra che dovrebbe puntare a vincere dei playoff durissimi, da affrontare nella migliore posizione finale possibile nella “regular season”, dovrebbe avere una rosa all’altezza, che non ha, come ce l’hanno invece i vari Benevento, Avellino, Crotone, Triestina, Padova e Vicenza, alcuni dei probabili avversari dei grifoni, da affrontare, dipenderà dal piazzamento se in otto o sei gare, in poco più di venti giorni.

Battere la Fermana ultima in classifica diventa, quindi, un imperativo assoluto ma le difficoltà di allestimento della formazione e il discreto periodo da cui viene il fanalino di coda marchigiano, vittoria netta a Recanati e sconfitta solo a sette minuti dalla fine in casa della capolista Cesena, con la Fermana impegnata stasera in casa nel derby con la Vis Pesaro, rendono la gara più difficile di quella che doveva essere.

Al di là delle difficoltà evidenti, contro la Fermana sarà obbligatoriamente necessario portare a casa i tre punti in qualsiasi modo, onde evitare di intonare le note di “The Crisis”.

Danilo Tedeschini