Grifo: “due volte nella polvere, due volte sull’altar”

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Col Crotone il Perugia tocca di nuovo il picco alto di un grafico impazzito. Segre mezzala funziona, Alvini bravo in panchina, meno in sala stampa

Col Crotone il Perugia tocca di nuovo il picco alto di un grafico impazzito. Segre mezzala funziona, Alvini bravo in panchina meno in sala stampa

 

“Due volte nella polvere, due volte sull’altar”.

Questo breve verso manzoniano, tratto dalla famosa poesia “Il Cinque Maggio”, descrive in pieno l’attuale momento del Perugia, capace di rialzarsi per due volte dopo altrettante cadute, con la vittoria di Ferrara susseguente alla caduta casalinga con la Reggina, con la successiva batosta di Como immediatamente riscattata dai grifoni con il due a zero casalingo di sabato contro il modesto Crotone, anche se ai calabresi di modesto, dopo l’esonero del loro ex tecnico Modesto, è rimasto solo il rendimento

Sarà forse colpa di questo grande livellamento in alto di questo campionato di Serie B se il Perugia da quattro, cinque giornate viaggia sulle montagne russe, alternando risultati positivi a repentini scivoloni.

In questo turno si è nuovamente toccato il picco alto di questo grafico impazzito e il successo, meritato nella ripresa dopo essere passati in vantaggio grazie ad un regalone di Molina verso la fine di un primo tempo giocato male dai grifoni, è preziosissimo per ritornare su posizioni (nono posto col Cittadella) consone al reale valore della squadra.

Non è stato un Grifo dal gioco spumeggiante quello che ha battuto il Crotone. Anzi fino al gol del vantaggio di Lisi, il Perugia aveva faticato a trovare il bandolo della matassa e la partita scorreva sul filo di un noioso equilibrio.

Sbloccata la gara in maniera cinica e anche pregevole nell’azione, si è successivamente visto un altro Perugia, non irresistibile sul piano del gioco, ma grintoso, concreto, capace di non subire alcun pericolo dietro e di chiudere meritatamente la gara a cinque minuti dalla fine con il primo gol stagionale di Matos al termine di un efficacissimo affondo di Segre.

E proprio Segre, riportato a fare la mezzala in un centrocampo a tre, con la rinuncia a Kouan trequartista e l’inserimento di Santoro a fianco di Burrai dall’altra parte, è risultato essere il migliore in campo, a dimostrazione che i ripetuti inviti ad Alvini da parte della critica e di gran parte dei tifosi a passare ad un più denso tre-cinque-due, riportando l’ex Spal e Chievo nel suo ruolo naturale, hanno portato i benefici sperati, anche se poi lo stesso tecnico ha ostinatamente, quanto poco credibilmente affermato dopo la gara, che il modulo per lui era rimasto lo stesso.

Alvini ci è piaciuto molto di più in campo che in sala stampa, dove ha anche esaltato un po’ troppo, a nostro modo di vedere, questo successo, ottenuto, lo sottolineiamo, contro la terzultima in classifica, con solo otto punti, ultima nella speciale classifica delle gare esterne insieme al Pordenone, con un solo punto conquistato in sei trasferte.

Enfatizzare che la vittoria contro i calabresi sia stata la più importante delle cinque ottenute ci è sembrato un po’ esagerato, a meno che il tecnico non volesse riferirsi a se stesso, visto che un altro passo falso, stavolta contro una squadra modesta, dopo il brutto scivolone  di Como, avrebbe molto probabilmente messo in discussione il suo operato.

Anche continuare a ripetere all’infinito che l’obiettivo di questa squadra è la salvezza, guarda caso le stesse parole pronunciate ad inizio stagione dal suo datore di lavoro, risulta stucchevole ed è riduttivo nei confronti dei vari Angella, Dell’Orco, Chichizola, Lisi, Matos, Segre, Kouan.

Parliamo di sette undicesimi della squadra. Gente che la B l’ha disputata per anni a buoni livelli, non certo lottando per la salvezza.

Questa squadra vale, lo ripeteremo all’infinito, il decimo posto (all’incirca la posizione attuale) e con un attaccante da quindici gol e un trequartista vero sarebbe da playoff e ci sorprenderemmo molto in negativo se dovesse terminare il campionato più in basso.

La nota stonata del successo sul Crotone è stata, purtroppo, l’ennesimo infortunio muscolare patito da Angella, faro della difesa, che terrà probabilmente lontano dal terreno di gioco il capitano per molte partite.

Contro il Crotone è subentrato al suo posto Curado che, insieme a Dell’Orco e Sgarbi, ha disputato una buona gara.

Auguriamoci che la difesa possa confermarsi anche con avversari più forti, alle viste ci sono le gare col Cittadella, attualmente nostro coinquilino a quota venti, sabato al “Curi” e quella di Pisa tre giorni dopo, contro l’attuale seconda forza del campionato.

Il Cittadella è un avversario scorbutico, che corre tanto e che, col nuovo tecnico Gorini, secondo di Venturato per tanti anni, fa della fisicità, come il suo predecessore, il suo credo.

Anche a Terni, sabato, si è vista la pericolosità di questa squadra che ha messo in seria difficoltà la Ternana e, probabilmente, senza qualche errore di troppo sotto porta, avrebbe espugnato il “Liberati”.

Massima attenzione, quindi, ai veneti, perché col Cittadella il Perugia deve finalmente tornare a dare continuità ai suoi risultati, abbandonando gli alti e bassi delle montagne russe degli ultimi tempi.

Danilo Tedeschini