A La Spezia un Grifo brutto, ma la “fiammella” rimane accesa

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A La Spezia un Grifo brutto, ma la “fiammella” rimane accesa. La scelta nel finale di schierare un Perugia spericolato ha pagato e ha permesso di riportare a casa un punto fondamentale per continuare a sperare

Il calcio è a volte strano e contraddittorio.

Il Perugia più brutto della stagione dopo quello di Carpi, parole e musica di mister Nesta, come aveva fortunosamente trovato tre punti immeritati in pieno recupero in Emilia, riesce a pescare il jolly, grazie alla premiata ditta Sadiq-Melchiorri, a sei minuti dalla fine dell’importantissimo match del “Picco” contro la diretta concorrente Spezia, alla prima, seria occasione costruita fino a quel momento.

Un grifo brutto, brutto, brutto, per dirla alla Aldo, Giovanni e Giacomo, torna però a casa con un punto di platino e, soprattutto, toglie due punti fondamentali allo Spezia che, vincendo, sarebbe scappato via a quattro punti di distanza, a sole tre giornate dalla fine.

Ed invece il Perugia riesce a mantenere le distanze dai liguri e potrà giocarsi la gran parte delle residue “chance” di poter accedere ai preliminari, anche se con lo svantaggio di doverli giocare in trasferta e vincerli, nell’altro scontro diretto, quello di mercoledì al “Curi” col Cittadella, impegnato tra poche ore nella gara casalinga contro l’Ascoli.

Se dovesse vincere, la squadra di mister Venturato arriverebbe a Perugia con due punti di vantaggio, se dovesse pareggiare Cittadella e Perugia sarebbero ancora a pari punti ma con i veneti in vantaggio per la migliore differenza reti mentre, in caso di sconfitta contro la formazione di mister Vivarini, il Perugia sopravanzerebbe di un punto il Cittadella, rientrando nella griglia playoff proprio alla vigilia dello scontro diretto.

Nel pomeriggio odierno occorrerà dare un’occhiata anche alla gara interna della Cremonese col Foggia perchè i grigiorossi, in caso di successo, rientrerebbero a pieno titolo nella lotta per accedere al preliminare, posizionandosi pericolosamente ad un solo punto dai grifoni, rendendo importantissimo per entrambe lo scontro diretto del “Curi” all’ultima giornata.

Attenzione anche all’eventuale successo dell’Ascoli a Cittadella che porterebbe anche i piceni ad un punto dai grifoni anche se il Grifo vanterebbe un altro punto virtuale di vantaggio nei confronti dell’Ascoli grazie ai migliori scontri diretti.

Un altro punto virtuale, stavolta di svantaggio negli scontri diretti col Verona, attualmente sesto, con tre punti reali in più del Perugia, esclude invece, a nostro parere, ai grifoni la possibilità di giocarsi il preliminare col vantaggio, arrivando sesti, perchè totalizzare quattro punti in più degli scaligeri o cinque in più del Pescara, quinto, in sole tre partite, sembra un’impresa decisamente ardua.

La cosa che, invece, appare sempre più concretizzarsi è che l’avversario al quale i grifoni, nel caso di qualificazione al preliminare, dovranno andare a far visita sarà uno tra il Pescara e il Verona, ma prima occorrerà conquistare necessariamente sette punti nelle ultime tre partite, con le gare casalinghe contro Cremonese all’ultima giornata e contro il Cittadella di mercoledì da vincere assolutamente e con l’insidiosiissima trasferta di Foggia contro i satanelli, alla ricerca dei punti salvezza, da non perdere.

Per riuscirvi bisognerà però cambiare assolutamente registro rispetto alle ultime gare perchè anche a La Spezia, al di là del preziosissimo pari conquistato in maniera fortunosa, con Marini che ha graziato i grifoni non espellendo Gyomber con un secondo giallo a metà ripresa per un evidente fallaccio su Okereke e per aver segnato nel finale nell’unica vera occasione costruita, la squadra ha deluso sul piano del gioco.

Nesta, dopo le molte critiche ricevute dopo la sconfitta col Lecce, forzando i suoi convincimenti, ha provato a cambiare modulo, presentando un quattro-quattro-due inedito, lasciando addiritturaVerre in panca per dare più densità al centrocampo.

La mossa sarebbe anche riuscita, nonostante la palese sofferenza dei grifoni nella prima frazione di gioco, senza il solito, marchiano errore della difesa che ha causato il vantaggio spezzino.

Nella ripresa il tecnico romano è tornato precipitosamente sui suoi passi riproponendo Verre e il suo modulo preferito.

Per la verità, pur soffrendo di meno, la squadra ha continuato a non essre pericolosa davanti fino alla decisiva sgroppata di Sadiq, finalizzata da Melchiorri, arrivata non a caso quando Nesta ha schierato contemporaneamente in campo Sadiq, Melchiorri, Vido e Falzerano in un quattro-due-quattro spericolato.

A dimostrazione che il calcio propositivo, anche se rischioso, spesso paga, soprattutto quando disponi di una difesa che prende troppi gol, non tanto per l’atteggiamento troppo spericolato ma per le gravi lacune strutturali con cui il bravo mister Nesta è costretto a convivere e a barcamenarsi dall’inizio del torneo.

Danilo Tedeschini