Grazie, Matteo Mancosu!

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Foto: tuttocalciocatania.com

Grazie, Matteo Mancosu! La rete allo scadere della punta dell’Entella evita ad un Perugia in crisi profonda di precipitare a sole tre lunghezze dal baratro del playout dopo la sconcertante sconfitta rimediata contro le riserve del Frosinone

Quando sabato pomeriggio il Venezia si è visto raggiungere dall’Entella in pieno recupero, i tifosi del Perugia si sono rammaricati non poco perchè i liguri erano e rimangono l’ultima squadra della zona nobile e si sperava, con un’eventuale vittoria a Frosinone, di poter rientrare almeno all’ottavo posto. Ed invece, dopo la sciagurata prestazione dello “Stirpe”, è doveroso ringraziare sentitamente Matteo Mancosu, centravanti di scorta della formazione di mister Boscaglia che, grazie al suo gol di rapina, oltre a regalare il pari alla sua squadra, ha evitato che stasera la zona playout fosse pericolosamente solo tre lunghezze sotto i trentatre punti della squadra di Serse Cosmi.

Nel pomeriggio dello “Stirpe”, a differenza di sabato scorso al “Curi”, di fronte non c’era l’Atalanta della Serie B, come viene definito lo Spezia in grande spolvero di questi tempi, ma le riserve di un Frosinone, anch’esso secondo in classifica sì, ma penalizzato in tutti i reparti dalle assenze di ben SEI TITOLARI: un attaccante, Dionisi, un esterno offensivo, Paganini, due centrocampisti, Tabanelli e Gori e due difensori centrali, Capuano e Brighenti, ai quali, dopo meno di mezzora se n’è aggiunto un SETTIMO, l’altro attaccante titolare Ciano, uscito per un infortunio, senza contare anche l”ndispolibilità dell’ultimo arrivato Ardemagni.

E proprio contro le riserve della formazione dell’ex tecnico dei grifoni Nesta, come era successo contro lo Spezia, il Perugia non è riuscito mai a tirare nello specchio della porta, finendo per perdere la gara subendo gol in una delle rare occasioni, tre in tutto, che il Frosinone è riuscito a costruire nella ripresa, dopo uno dei primi tempi più noiosi di questa stagione. Rete soltanto rinviata di qualche minuto grazie ai consueti interventi salva risultato di Guglielmo Vicario, uno dei pochi grifoni ad ergersi dalla mediocrità generale, insieme a Mazzocchi, Falzerano e Angella.

A fine gara, in sala stampa, c’è stato lo sfogo di Serse Cosmi, certamente comprensibile ma segno tangibile dell’impotenza del bravo tecnico ponteggiano di fronte a dei risultati che, al momento, registrano un cammino addirittura peggiore, 1,2 punto a partita, di quello tutt’altro che esaltante, 1,41 tenuto da Oddo. E’ chiaro che le colpe di Serse sono minime ma addossare tutte le responsabilità sulla squadra come ha fatto Serse Cosmi ci sembra limitativo e, al tempo stesso, può diventare pericoloso in prospettiva con uno spogliatoio zeppo com’è di ben ventotto giocatori.

E’ evidente come Cosmi si trovi a dover lavorare dopo il mercato con una rosa troppo ampia, aumentata con i presunti rinforzi che, al momento, rinforzi non sono se Serse, che è tutt’altro che uno sprovveduto, ha ritenuto di lasciarli tutti in panchina nelle gara dello “Stirpe”, con il solo Rajkovic, mandato obbligatoriamente in campo nell’ultima mezzora in sostituzione dell’infortunato Gyomber. D’altro canto le prestazioni insufficienti del difensore e di Greco contro lo Spezia e il momento positivo di Mazzocchi, con il conseguente inutilizzo del terzo rinforzo Benzar, giustificano ampiamente le scelte del tecnico.

Le responsabilità, a nostro avviso vanno ricercate da qualche altra parte visto che sono anni che si assiste al solito andazzo, con la società che allestisce squadre lacunose in estate, facendole passare per competitive per grandi traguardi come quest’anno, rinforzandole poco e male a Gennaio. Ma sulla graticola finiscono, sempre e solo, i vari tecnici di turno e gli oltre centoventi giocatori passati da Pian di Massiano in questi sei anni di B della gestione Santopadre, con l’agognata promozione in Serie A che rimane sempre un’illusione.

Rimanendo a questo campionato la classifica del Perugia, attualmente decimo, è assolutamente deludente con i grifoni staccati di ben otto punti punti dal secondo posto (l’eventuale classifica avulsa con Frosinone e Spezia, infatti, premierebbe i liguri e condannerebbe i grifoni qualsiasi risultato esca dall’ultimo confronto diretto che manca, quello tra ciociari e liguri) sette dal terzo e quattro dal quarto (addirittura sei, però, se stasera la Salernitana dovesse fare bottino pieno a Verona contro il Chievo che, a sua volta, in caso di successo, relegherebbe il Perugia all’undicesimo posto).

E questa classifica continua a reggersi sugli undici punti conquistati, almeno tre, quelli con Livorno e Juve Stabia, poco meritati, nelle prime cinque gare dell’andata. Da allora in poi, dal dopo Frosinone dell’andata alla gara col Frosinone di ieri, è passato un girone completo di diciannove gare nelle quali il Perugia ha totalizzato solo ventidue punti, navigando ad una media, da playout, di 1,16 punto a partita, a dimostrazione che la crisi ha radici lontane e profonde che vanno al di là delle responsabilità dei due tecnici che si sono avvicendati e del rendimento alterno dei giocatori.

La squadra ha sempre avuto lacune strutturali, lo ripetiamo purtroppo inutilmente dall’inizio del torneo, come la mancanza di una mezzala fisica, capace di interdire e di riproporsi, di un difensore centrale, ruolo coperto tardivamente con l’arrivo dello svincolato Rajkovic, giocatore di valore ma ancora lontano dalla migliore condizione e di una seconda punta in grado di fare gol, vista la scarsissima prolificità dei compagni di reparto di uno Iemmello, in evidente calo di rendimento. Il Perugia, lo ripetiamo, è una squadra rigore-dipendente visto che, al netto dei tiri dal dischetto, è quella che ha segnato meno, solo diciassette reti, tra tutte le squadre di B. E quando Cosmi afferma che il secondo miglior cannoniere del Perugia ha segnato solo un gol più di Provedel, ha detto tutto!

E lunedì sera arriva al “Curi” un’altra squadra in grande forma, quell’Empoli che, con l’avvento di Pasquale Marino in panchina, ha conquistato tre vittorie in altrettante gare, raggiungendo e scavalcando per la migliore differenza reti il Perugia (chiara dimostrazione che se un allenatore, bravo, quando subentra, trova una rosa competitiva, condizione che, invece, Cosmi a Perugia non ha trovato, fa subito i risultati). Inutile quindi sottolineare la difficoltà di una gara che, però, il Perugia deve assolutamente vincere almeno per due ragioni.

La prima è quella di poter continuare ad inseguire almeno il sesto posto, lontano quattro punti a causa dello scontro diretto perso in casa col Cittadella e che solo un “fantacalcistico” successo con tre gol di scarto al ritorno, farebbe scendere a tre punti. Sesto posto che garantirebbe quantomeno un preliminare col vantaggio del campo e della classifica. La seconda è quella di allontanarsi da quelle pericolosissimme sabbie mobili, al momento distanti cinque punti e non tre grazie al regalo confezionatoci da Mancosu con il suo prezioso gol allo scadere contro la quintultima, il Venezia.

Danilo Tedeschini