Heynen: “Olimpiadi con la Polonia? Mio contratto scade ad agosto…”

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Heynen: “Olimpiadi con la Polonia? Mio contratto scade ad agosto…”. Il tecnico della Sir e della nazionale biancorossa: “Gli italiani non sorridono e mantengono le distanze, è arrivata la paura”

Anche Vital Heynen, tecnico della Sir Safety Conad Perugia e della nazionale polacca di pallavolo maschile, è stato intervistato dal portale sportowefakty.wp.pl in merito al rinvio delle Olimpiadi e alla situazione di emergenza da coronavirus.

“Olimpiadi nel 2021? Non mi importa, perché il mio contratto scade ad agosto – scherza (ma non troppo) il coach belga – È possibile che la federazione polacca non rinnovi il mio contratto”.

Si passa poi a parlare del brutto clima che si respira in Italia ma di fatto in tutto il mondo.

“Quando vedi gli italiani che non sorridono e mantengono le distanze, puoi stare certo che è arrivata la paura. Ci si accorge subito che la mentalità delle persone è cambiata, si temono l’un l’altro. Trovo però interessante che adesso ci siano molte meno persone che soffrono di altre malattie, sia in Italia sia nel mio Belgio. Come si può spiegare? Forse di fronte a un’epidemia, nel timore di ammalarci, abbiamo cominciato a curare meglio la nostra salute. E a rallentare i ritmi delle nostre vite”.

Heynen ha poi una “personale” teoria sul fatto che il coronavirus sia scoppiato in Italia con maggiore intensità rispetto ad altri paesi.

“Forse il fatto che il virus sia arrivato prima in Italia che altrove ci ha danneggiato. Il Giappone ha affrontato la malattia molto meglio, perché ha una cultura diversa. E la cultura di un determinato paese non può essere cambiata dall’oggi al domani. Gli italiani hanno pagato il prezzo del loro stile di vita: c’è una cultura del contatto fisico, del tempo da trascorrere insieme fuori casa. È un paese amichevole, fatto di persone amichevoli e proprio per questo il virus si è diffuso così tanto. Ma non voglio incolpare gli italiani, né incolpare nessun altro, piuttosto è meglio cercare delle soluzioni”.

Nicolò Brillo