Il “Curi”, ultima spiaggia per un più che disperato Livorno

222
Foto: QuiLivorno.it

Il “Curi”, ultima spiaggia per un più che disperato Livorno. I labronici, privi di sei titolari contro i grifoni, a meno di miracoli sarebbero praticamente in C in caso di sconfitta

La prima partita casalinga del girone di ritorno vedrà il Perugia ospitare il Livorno nel posticipo del “Monday Night”. La società labronica, con un passato remoto stabile e valoroso nella massima Serie fino all’interruzione dei campionati per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, retrocesse in B, poco dopo la ripresa postbellica, nel torneo 1948-49. Da allora tanta B e molti campionati di C fino al fallimento del 1991, dopo il quale il Livorno fu costretto a ripartire addirittura dall’Eccellenza. Nel 1999, con la squadra tornata nel frattempo in C, si apre la lunga gestione dell’attuale presidente Aldo Spinelli, culminata, dopo la promozione in cadetteria, nello storico e agognato ritorno in Serie A, dopo ben cinquantasei anni, nel torneo 2004-2005. Alla guida tecnica degli amaranto c’era Walter Mazzarri, livornese di San Vincenzo, che potè godere della fantastica coppia d’attacco Lucarelli-Protti e dell’apporto in difesa di un giovanissimo Chiellini, livornese doc come Lucarelli. Due anni dopo il Livorno raggiunse anche la partecipazione alla Coppa Uefa, uscendo ai gironi dopo aver superato il primo turno. L’amara retrocessione dell’anno successivo venne prontamente dimenticata con l’immediata promozione in A del 2009. Ma la stagione seguente una serie di cambi di panchina, che vide protagonista anche l’attuale tecnico del Grifo, Serse Cosmi, portò alla retrocessione in B dei livornesi. Torneranno in A tre anni dopo con Davide Nicola in panchina ma anche stavolta berranno subito l’amaro calice della retrocessione, finendo addirittura in C nella stagione 2015-2016. L’ultima e definitiva promozione in B risale a due anni fa, con Sottil in panchina. Una storia tribolata quella degli ultimi due lustri, con la squadra labronica che quest’anno sta seriamente rischiando di tornare in C alla luce dell’attuale ultimo posto in classifica a ben nove lunghezze dal playout e a dieci dalla salvezza diretta. La stagione, già compromessa dalla gestione Breda, vede da cinque turni in panchina Paolo Tramezzani ma la situazione, nonostante gli ultimi due pareggi, è ulteriormente peggiorata e un’eventuale sconfitta al “Curi” potrebbe segnare la definitiva resa anticipata del Livorno che, a quel punto, per raggiungere il quartultimo posto, ipoteticamente fissato intorno ai quarantatre punti, che gli garantirebbe la disputa del playout, anche se con lo svantaggio, dovrebbe conquistare trenta punti in diciassette gare, ad una media di 1,77 punto a partita, addirittura superiore a quella tenuta fino ad ora dal Pordenone, secondo in classifica

Rosa

Mister Paolo Tramezzani, approdato a Livorno per la sua prima esperienza come tecnico di una formazione professionistica italiana, ha ereditato da qualche settimana una rosa che presenta molti più difetti, anche strutturali, che pregi, come la mancanza di un buon cannoniere. L’ex ternano Plizzari, Nazionale Under 21 scuola Milan e l’ex grifone Zima si contendono il ruolo di portiere. Gonnelli, Bogdan, Gasbarro, Boben e Di Gennaro compongono la batteria dei difensori centrali mentre Del Prato a destra e Porcino a sinistra sono i titolari delle due fasce, insidiati, rispettivamente, da Morelli e Morganella. A centrocampo capitan Luci è contornato dai vari Agazzi, Rocca, Rizzo e Viviani, con sugli esterni Marras, Marsura, i lungodegenti Stojan e Brignola e Murillo, quest’ultimo anche seconda punta come Mazzeo, con Broken e Rajcevic come prime punte.

Punto di forza

Difficile trovare un punto di forza in una formazione che è ultima in classifica e desolatamente staccata dal resto del gruppo, anche perchè i due giocatori migliori come rendimento, l’esterno d’attacco Marras e il capitano Luci, faro del centrocampo labronico, saranno assenti per squalifica e dal mercato, in tempo per debuttare al “Curi”, non arriverà nessuno. E allora proviamo ad evidenziare la velocità del centrocampista Agazzi, molto bravo negli inserimenti, mentre, se dovesse entrare a partita in corso (meno probabile che venga schierato dall’inizio), attenzione al sinistro velenoso dell’ex Fabio Mazzeo, particolarmente ispirato sui calci di punizione. Da notare anche come il reparto difensivo, autentico colabrodo nelle partite casalinghe, fuori casa regga molto meglio. Con le sole dodici reti subite in dieci gare, infatti, è il sesto meno battuto del torneo, anche se a Perugia la difesa sarà priva degli squalificati Boben e Di Gennaro.

Punto debole

Molti invece i punti deboli della squadra e non potrebbe essere altrimenti vista la disastrosa classifica del Livorno, prima di mister Breda e, da qualche settimana, di mister Paolo Tramezzani. Spicca, tra tutti, la pochezza dell’attacco labronico in trasferta, solo tre i gol messi a segno lontano dal “Picchi” in dieci partite, nelle quali la squadra di Tramezzani ha conquistato soltanto tre pareggi. E’ quindi proprio la scarsissima prolificità del reparto avanzato nelle gare in trasferta il grosso punto debole del Livorno, accentuato, oltretutto, dall’assenza contro i grifoni del suo miglior marcatore stagionale, lo squalificato Marras, con cinque reti all’attivo.

Modulo e probabile formazione

Con quattro squalificati e altre due pedine fuori uso da tempo, Brignola e Stojan, le scelte di mister Tramezzani saranno quasi obbligate e, se verrà confermato il quattro-cinque-uno, davanti a Plizzari, in ballottaggio con l’ex grifone Zima tra i pali dopo l’opaca prova offerta contro l’Entella, la linea di difesa potrebbe essere composta dai due centrali Gonnelli e Bogdan con Del Prato e Porcino sulle due fasce. In cabina di regia, al posto di Luci, potrebbe giostrare uno tra Luca Rizzo e Viviani, affiancato da Agazzi e Rocca, con Murillo sulla fascia destra e uno tra Marsura e Mazzeo dall’altra parte, con un unico attaccante, l’olandese Braken. In caso di tre-cinque due, invece, potrebbe inserirsi dall’inizio il difensore Gasbarro al posto di Marsura, con l’avanzamento di Dal Prato e Porcino come quinti di centrocampo e quello di Murillo in attacco a far compagnia a Braken. Mancando, comunque, piuù di due giorni alla gara non sono da escludere sorprese in formazione.

4-5-1: Plizzari (Zima); Dal Prato, Gonnelli, Bogdan, Porcino; Murillo, Agazzi, Rizzo (Viviani), Rocca, Marsura (Mazzeo); Braken.

Danilo Tedeschini