In B il “facile” non esiste

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In B il “facile” non esiste. La gara di Cittadella ha confermato lo spirito battagliero e arcigno delle formazioni di cadetteria. E ci sarebbe da parlare anche di altro, ma ora testa al Foggia

Palermo, Verona, Benevento e Pescara ce le ricordiamo tutti: erano forti e sono forti (la posizione in classifica non mente mai).

Ma nonostante recriminazioni (anche nel 4-0 siciliano ce ne sono) ce la siamo giocata più che dignitosamente con tutte.

Le scorse settimane, inoltre, avevo definito forte il Lecce dell’ex Grifone Liverani.

Poi avevo definito forte (forse la più forte vista fino ad allora) lo Spezia.

Ed oggi definisco fortissimo il Cittadella visto domenica.

Ma in definitiva il concetto più giusto è che in questo torneo di B non ci sono squadre deboli.

O meglio: non ci sono partite facili.

Sono tutti ben attrezzati, partite difficili, con squadre che si presentano sempre – in casa ed in trasferta – con il “coltello tra i denti”, non regalando mai nulla.

Eppure anche ieri, vale lo stesso concetto espresso per Lecce ed altre difficili trasferte.

Se prima della partita ci avessero proposto di tornare dal Veneto con un punto, avremmo firmato col sangue.

Invece oggi il pareggio ci va molto stretto, sia per il gioco espresso ancora una volta dal Grifo, sia da l’ennesimo arbitraggio non all’altezza di un campionato professionistico.

Nesta – con l’aplomb e la classe del campionissimo di calcio – non parla mai di arbitraggi.

Ed è anche per questo che ci piace così tanto.

Io che (purtroppo per me) non sono stato un campionissimo, ma sono “solo” un tifoso sfegatato, ne voglio invece parlare.

Quella di domenica è stata l’ennesima vittoria di questo campionato scippataci anche (ma non solo) da un arbitraggio che non esito a definire scandaloso.

Guccini non mi è mai piaciuto particolarmente come cantautore ed ora nemmeno come arbitro.

Le ammonizioni di Verre e Melchiorri (soprattutto quella di Verre) sono state decise con un metro totalmente diverso da quello usato con il Cittadella, perché i veneti dovevano finire la gara in 10, se non in 9.

Benedetti, infatti, doveva essere espulso e gli è stato graziato il secondo giallo.

Il giallo di Schenetti su Kingsley poteva tranquillamente essere rosso per il piede a martello sulla caviglia del Grifone, che poteva portare conseguenze ben peggiori della ferita rimediata dal nigeriano.

Il definitivo pareggio del Cittadella, inoltre, è viziato da ben 2 giocatori veneti in fuorigioco.

Tralasciando, poi, la “sportività” di Branca, il quale dapprima si accascia “moribondo” in piena area biancorossa, ma rinvisolisce immediatamente per battere – da terra – Gabriel…

E – probabilmente – nell’area del Cittadella c’era un fallo di mano dei veneti totalmente ignorato dal direttore di gara.

Al di là di queste giuste recriminazioni, però, il Grifo è sempre lo stesso: fortissimo davanti, molto meno dietro.

Non possiamo, infatti, segnare ben 2 reti a casa del Cittadella (che ne aveva prese solo 10 dall’inizio del torneo) e beccare – come sempre – gol.

Come ha correttamente evidenziato il Collega ed amico Gianluca Calvieri, un quinto dei gol presi dai veneti fino ad oggi glieli ha fatti da solo il Grifo!!

Beccare gol, nonostante l’ottima prova dei due centrali Gyömbér ed El Yamiq.

Bene aver acquistato Sadiq – un altro attaccante – ma questo Grifo non ha bisogno di attaccanti (a meno che l’acquisto del nigeriano non sia preludio di qualche partenza già pianificata…).

Quando riesci a segnare a tutti, anche alle cosiddette “corazzate”.

Quando hai un Melchiorri che – seppur in non perfette condizioni fisiche – fa (propizia) un gol ed un assist.

Un Melchiorri che è a pieno titolo il nostro Mario Mandžukić.

Hai un talentuosissimo Vido che dovrebbe riuscire a giocare almeno un’ora secondo le sue potenzialità (invece che i soliti 15-20 min.), nonché un rincalzo di gran lusso come Han, insieme a due onesti professionisti come Mustacchio e Bianchimano (che il loro lo fanno sempre).

É chiaro che il problema non è l’attacco, che ha segnato (quasi a tutti) complessivamente 22 reti.

Ma il problema è la difesa che ne prese altrettante, vanificando spesso quello che di buono si faceva in avanti.

Questo Perugia, quindi, ha bisogno come l’ossigeno di due terzini (forti) di ruolo.

Questo Grifo ha bisogno di chili e centimetri in difesa ed anche a centrocampo, come più volte ha sottolineato Nesta.

É inutile girarci intorno.

E lo stesso “Maggico” – sempre diretto, ma misurato nelle sue dichiarazioni – ci sta dando diversi motivi di riflessione.

Innanzitutto sulla rosa, come detto.

Poi sullo stato dei campi di allenamento, i quali hanno visibilmente necessità di un intervento massiccio.

Appare, infatti, bizzarro che il Presidente Santopadre – il quale ha da sempre manifestato concretamente la sua attenzione anche alle infrastrutture – abbia lasciato ammalorare, come sostiene Nesta, gli importantissimi campi dove si “costruiscono” i muscoli dei Grifoni.

Costringendo i Grifoni – in questi freddi e piovosi mesi invernali – ad allenarsi “in trasferta” per scongiurare infortuni.

Auspichiamo, quindi, un intervento societario decisivo e risolutore.

Infine sul rinnovo del “Maggico”, ormai invocato a gran voce da tutti noi.

Egli – facendosi “beffe” di tutte le nostre riserve sulla sua inesperienza – ha dimostrato sul campo di essere uno dei migliori tecnici di questa stagione cadetta.

È, quindi, abbastanza indecifrabile questo suo temporeggiare, su cui si possono solo fare mere ipotesi.

Nesta, infatti, potrebbe attendere di vedere l’atteggiamento del Perugia Calcio, sia sui rinforzi del mercato invernale (per potersi giocare il girone di ritorno con qualche concreta chance in più), sia sulle infrastrutture.

Vedere – in buona sostanza – se la Società crede ed investe in un progetto a lungo termine per provare ad andare in A e sciogliere di conseguenza la riserva sul rinnovo contrattuale.

Oppure – vista la vicinanza tra Santopadre e Lotito ed il fatto che Simone Inzaghi sembra essere arrivato al capolinea sulla panchina laziale – ci potrebbe essere ab origine il progetto di Nesta mandato dal patron laziale a farsi le ossa un anno in B, in una società “amica”, per poi approdare la prossima stagione sulla panchina della sua Lazio in serie A.

In ogni caso sarebbe beffardo aver scoperto un vero talento in panchina e non potersene giovare ancora, provando concretamente ad andare in A con lui.

Vedere anche quest’anno svanire la progettualità, la programmazione che stiamo invocando fin dal nostro ritorno in B.

Vedremo.

Per ora pensiamo a Foggia e Cremonese – altre squadre forti e ben attrezzate – per finire il girone di andata nella migliore posizione possibile.

Poi vedremo e valuteremo come Goretti e Pizzimenti si muoveranno a Gennaio e quali saranno le decisioni di Nesta e del Perugia Calcio sul rinnovo.

Per ora e soprattutto TANTI AUGURI DI BUON NATALE (biancorosso come Babbo Natale, non rossoverde come gli Elfi…) ALLA SOCIETÀ, AI GRIFONI ED A TUTTI VOI!

Avv. Gian Luca Laurenzi