Salvate il soldato Cosmi

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Salvate il soldato Cosmi. A Verona, un Perugia in grossa emergenza disputa comunque una bella gara grazie alla bravura di Cosmi, ma alla fine paga le troppe assenze e il mancato arrivo dei rinforzi dal mercato

Il titolo del film “Salvate il soldato Ryan”, un capolavoro cinematografico di Steven Spielberg di una ventina di anni fa, si presta benissimo, sostituendo al cognome Ryan quello di Cosmi, per descrivere la partita di ieri del Perugia, al “Bentegodi”, contro il Chievo, persa nel finale per due a zero. Una sconfitta amara e assolutamente immeritata, quella rimediata all’esordio in campionato dal tecnico ponteggiano, la cui felice mano si è subito ben notata, con la squadra, se pur decimata, messa benissimo in campo e rispecchiante per lunghi tratti lo spirito battagliero del soldato Cosmi.

Ma Serse e il Perugia si sono dovuti purtroppo arrendere nel finale quando, proprio a causa delle tantissime assenze, oltre alla tossine determinate dalla stanchezza per la gara giocata martedì scorso a Napoli, la squadra è calata sia sul piano fisico che in quello della concentrazione, con Cosmi costretto a sostituzioni praticamente forzate, avendo a disposizione in panchina o giocatori inutilizzabili o ragazzi della “primavera”.

Il bravissimo soldato Cosmi, insomma, è stato colpevolmente paracadutato nella sua prima battaglia nella giungla di questo campionato, con scarsissime munizioni a disposizione con Gyomber, Iemmello e Rosi squalificati e Di Chiara infortunato, quattro pezzi da novanta dell’undici titolare, con Nicolussi Caviglia, malconcio e Kouan, ancora non pronto dopo l’infortunio, al pari di Angella, in panchina solo per far numero, con Melchiorri, neanche convocato, vicinissimo alla cessione al Pescara.

Delle squalifiche e degli infortuni la società ne era a conoscenza da tempo ma, nonostante dal due Gennaio ci fosse un mercato di riparazione aperto dal quale doveva, comunque, necessariamente pescare per colmare le lacune che il girone d’andata aveva evidenziato, alla luce dell’estrema emergenza con la quale si andava ad affrontare un importante scontro diretto come quello contro il Chievo, che tallonava il Perugia ad una sola lunghezza, era lecito aspettarsi che un paio di questi eventuali rinforzi approdassero a Perugia almeno una settimana prima del match del “Bentegodi” per dar modo a Serse di poterli inserire nel gruppo e utilizzarli poi a Verona.

Ed invece niente, ad oggi, 19 Gennaio, non è arrivato nessun rinforzo e, nonostante la bravura di Serse e i sensibili e conseguenti miglioramenti sul piano del gioco della squadra notati a Verona, il Grifo è rimasto con un pugno di mosche in mano, con la consapevolezza che proprio l’estrema emergenza con cui si è dovuto forzatamente affrontare il Chievo abbia notevolmente pesato sull’immeritata battuta d’arresto.

La settima sconfitta del campionato del Perugia, anche se Cosmi non c’era in precedenza e non ha nessuna colpa per quella rimediata al “Bentegodi”, che permette ad un tutt’altro che irresistibile Chievo di rientrare in zona playoff scavalcando il Perugia, ne fa conseguentemente uscire i grifoni, adesso al nono posto, determinato dalla peggior differenza reti nei confronti dell’Ascoli e migliore di quella della Juve Stabia, che condividono con i grifoni quota ventisette.

Nono posto che nel pomeriggio diventerà matematicamente decimo se o Pescara o se Salernitana vinceranno il loro scontro diretto e addirittura undicesimo in caso di pareggio. Se poi lo Spezia, che deve ancora recuperare il match casalingo contro la Cremonese, dovesse a sua volta vincere al “Picco” con il Cittadella, il Grifo si ritroverebbe al dodicesimo posto, a sole quattro lunghezze dalla zona playout, addirittura tre se la Cremonese dovesse poi imporsi nel recupero della gara di La Spezia.

Risulta evidente quanto la sconfitta di Verona sia stata letale per la classifica, in una giornata nella quale, invece, i risultati delle avversarie dirette del Perugia che hanno giocato, erano stati quasi tutti favorevoli, con il pari tra Frosinone e Pordenone e le sconfitte dell’Ascoli a Trapani e dell’Empoli a Castellammare nonostante i tanti rinforzi subito arrivati, anche se sul rendimento della squadra toscana continua negativamente a pesare la presenza in panchina del carneade Muzzi. Solo l’Entella è riuscita, rocambolescamente, a portare a casa un punto dal campo del fanalino di coda Livorno.

La società, insomma, deve recitare il “mea culpa” per non aver messo a disposizione di Cosmi per la gara di Verona un difensore e un centrocampista. Se è’ vero che la tradizione ha visto spesso Santopadre e Goretti ingaggiare alcuni nuovi arrivi negli ultimi giorni del mercato, nella scorsa stagione, a metà mercato, erano però già arrivati Sadiq e Falzerano, con Carraro e Rosi arrivati successivamente, il terzino, svincolato, addirittura dopo la chiusura. Perchè, proprio in questa stagione nella quale la società non ha mai nascosto le sue grosse ambizioni, il mercato del Perugia, arrivato quasi a due terzi della sua durata, è ancora fermo?

Tornando alla gara del “Bentegodi” c’è da sottolineare l’ottima prova della catena di destra Mazzocchi-Falzerano, di Carraro nell’inedito ruolo di centrale difensivo e il buon primo tempo del giovane Konate, calato però alla distanza. Vicario ha sporcato un’altra sua ottima prova con l’indecisione, simile a quella dell’andata, sempre col Chievo, costata il gol del vantaggio, in compartecipazione con Angella, buttato nella mischia da Cosmi a pochi minuti dalla fine dopo quattro mesi di assenza, in ritardo sul tap-in vincente di Ceter, dopo che Balic, oltretutto fresco perchè entrato da poco, si era fatto saltare come un pivellino da Segre, l’autore del tiro cross.

Non ha invece entusiasmato Falcinelli, autore in tutta la partita solo del velo sul palo di Buonaiuto e di una girata di sinistro terminata a lato. Un po’ poco, con il reparto offensivo che, Iemmello a parte, continua a stentare ad andare in gol, Un problema serio che sta condizionando il campionato dei grifoni e che ci auguriamo che in questi ultimi giorni di mercato, la società, anche se un po’ tardivamente, possa risolvere insieme alle altre carenze a centrocampo e in difesa, con l’ottimo Serse messo finalmente in condizione di guidare una rosa completa e competitiva.

Non sarà facile provare a rimontare lo svantaggio, non tanto dal secondo posto, ormai lontano nove lunghezze, considerato il vantaggio di tre gol del Pordenone in caso di arrivo a pari punti, ribaltabile solo con un impensabile quattro a zero casalingo al ritorno, ma almeno dal terzo del Crotone, lontano quattro o cinque lunghezze augurandoci che gli squali non vincano il derby di lunedì sera a Cosenza altrimenti salirebbero a sette, o dal quarto dell’Entella, distante tre lunghezze.

La partita del Monday Night col modesto Livorno, ultimo in classifica e che al “Curi”, oltretutto, sarà privo di ben tre pedine per squalifica, il centrale difensivo Boben, il suo sostituto Di Gennaro, espulso ieri dalla panchina e capitan Luci, probabilmente l’assenza più pesante, faro del centrocampo labronico, arriva a proposito. I tre punti non sono d’obbligo ma di più, augurandoci che “il soldato Cosmi” possa avere al più presto a disposizione le munizioni giuste per far uscire il Grifo da questa ostile giungla del centroclassifica.

Danilo Tedeschini