Santopadre: “Avanti con Nesta e rosa rivoluzionata”

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Santopadre: “Avanti con Nesta e rosa rivoluzionata”. Il presidente del Perugia ad Umbria Tv: “La squadra non era forte come si pensava, sul deferimento ci sono due operazioni separate”

Ospite presso gli studi di Umbria Tv nel corso del programma “Fuori Campo” condotto da Riccardo Marioni, l’amministratore unico del Perugia Massimiliano Santopadre ha parlato della stagione conclusa e di quella che verrà. Tanti i temi toccati, questa una sintesi (comunque a nostro avviso accurata) delle sue dichiarazioni:

“Indubbio che questa società magari non sappia gestire partite play-off. Mi dispiace che in quattro spareggi diversi abbiamo provato quattro gestioni tecniche differenti ma con identici risultati. Inutile che cerco di girarci intorno, non sappiamo gestire i play-off. Poi però va detto che in campo non ci va il club. Non siamo neanche stati troppo fortunati in queste occasioni. Spero che tutto ciò possa servirci da lezione per eventuali futuri spareggi.

Io ho provato vergogna da presidente/tifoso per la gara di Venezia. Ne esco consapevole che dopo Novara sapevo che saremmo andati incontro a quel tipo di partita, in questo senso va inquadrato il cambio di panchina. Breda non meritava l’esonero, ma io l’ho fatto per il bene del Perugia per tentare l’ultima carta e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Questa squadra non era così forte come pensavamo. Aveva sì delle virtù, ma nei momenti cruciali venivano fuori tante incertezze. Ha terminato il campionato per quello che meritava. Ho temuto per la retrocessione dopo La Spezia.

Stiamo seriamente valutando di mettere un consigliere del presidente per la comunicazione, evidentemente per sei anni ho sbagliato sotto questo punto di vista… Anche il fatto che sia il presidente ad alzare l’asticella non è giusto dirlo. La piazza stessa, dopo quattro anni di play-off, da per sè diventa più esigente.

L’aver difeso sempre la squadra mi ha portato ad esser malvisto dai tifosi. Ma in quel momento avevo paura di retrocedere. Ora vi dico che è stato un errore, ma se al tempo non lo avessi fatto non so come sarebbe finito questo campionato.

Dopo Avellino serviva una scossa, sappiamo che Breda non è di certo un cuor di leone e ha un modo di lavorare metodico e lineare. I giocatori storici, a parte un po’ Del Prete, non avevano il vero carisma di leader come magari lo aveva Comotto.

Il deferimento? Vengo denunciato dalla Fiorentina perchè loro hanno guadagnato poco su un certo giocatore. Io non sono assolutamente in dovere di spiegare le mie cessioni. Ora ci sarà un processo e per ovvie ragioni ancora non posso parlare. Quella di Mancini e Santopadre Jr sono due operazioni separate. Non posso andare oltre.

Il prossimo anno rimarranno 4/5 giocatori al massimo. Sarà l’anno zero. Non tollero giocatori che rispondono ai tifosi. Per chi non riesce a sopportare la pressione di Perugia, ci sono piazze più piccole da 2mila abitanti.

Nesta? Ci piaceva da ottobre come profilo, a dicembre abbiamo avuto un colloquio perlustrativo. Nesta era stato invitato per fargli conoscere da vicino l’ambiente, poi c’è stata la gara col Novara che poteva tranquillamente finire 4-1 per loro. Là mi son detto, che li facciamo a fare i play-off? E da lì il cambio. Nesta è una gran figura e può avere appeal sui giocatori. Poi si avvalora di un secondo esperto come Rubinacci. Questo ci ha spinto a sceglierlo. Vedere come lavora lui negli allenamenti e soprattutto come cura la fase di difesa, mi rende contento.

Favorevoli nel far rimanere Nesta. C’è l’accordo, mancano le firme e ancora non mi sbilancio del tutto. Però siamo vicinissimi a chiudere. Lo staff è stata l’unica richiesta del mister, lo sceglierà lui. Se ne andrà Mazzantini.

Che modulo adotterà Nesta? Io non lo so con precisione. In questi 15 giorni ho sentito dire che utilizza principlamente il 4-3-1-2 ed il 3-5-2.

Bucchi a maggio poteva tornare, poi si è scelto diversamente ed abbiamo puntato su Nesta. Lui era felice di tornare.

Leali è stato acquistato, ma valutando questi primi sei mesi non ha reso per quanto pensavamo. Per lui abbiamo speso poco meno di un milione. Dovrò parlare con lui, andremo insieme in conferenza stampa perchè certe cose non le tollero. Torto o ragione non si deve permettere di girarsi e rispondere ad uno o più tifosi.

Diamanti se ne andrà. A prescindere da come andrà il mercato, Leali rimarrà aldilà di quel fattaccio che chiariremo. Ho parlato con Belmonte e Del Prete, il ciclo si è concluso e devono darsi da fare per trovare un’altra squadra. Bandinelli vorremmo tenerlo ma non dipende da noi. Pajac andrà nella rosa del Cagliari in pianta stabile, su Colombatto non so. Lui ha sofferto molto l’episodio post-La Spezia.

Su Di Carmine la situazione è chiarissima. Se arriva un club di A con cifre congrue, lo lascio libero. In Serie B giocherà solo col Perugia. L’interesse del Cagliari? Al momento non lo so, ma se fosse sarei contento per lui. Contatti diretti ancora non ne abbiamo avuti con i sardi.

Lavorare e programmare col settore giovanile? Non è semplice, anzi è quasi impossibile crescere talenti in casa nostra. Le prime scelte del bacino umbro sono i club di A di alto profilo, poi vengono i club di A ‘minori’. Noi siamo la terza scelta di questi ragazzi.

Rapporto coi tifosi? I gruppi non mi hanno mai chiesto risultati sportivi, solo onestà e correttezza da parte mia e sudore da parte dei giocatori. Non ci sono stati input da parte della società per quanto riguarda la feroce contestazione di La Spezia. Quello è dimenticato, il comunicato successivo era però dovuto per tante questioni. Ad oggi dico di aver sbagliato la gestione di alcuni episodi, non la conduzione dell’intera stagione. Con i gruppi avremo un incontro benvoluto da entrambe le parti. Loro sono importanti per il Perugia.

Io cerco la stima e non il consenso. Anche chi critica può avere stima di me. Tante volte sento però che dietro certe critiche c’è un odio che non capisco da dove parte. Dopo quattri anni senza aver raggiunto la A, la gente si è stufata di me, come è normale che sia. Se facessimo 4 anni in serie A la gente inizierebbe a stufarsi anche di quelli. Ma tutto ciò è nella natura umana.

Stadio? Il credito sportivo è stato informato e può darci una mano, ma non basta. Io dovrei accollarmi una spesa che con i proventi della serie B è difficile appianare. Allo stato delle cose non me la sento. Il comune di Perugia vede di buon occhio quello che pensiamo di fare, ma non ha fondi da mettere sul piatto. Se però si va in A cambia tutto. Là si passa ad avere proventi fino a 24 milioni circa. Con la massima serie il restyling del Curi, che comprenderebbe la copertura di tutti i settori, avrebbe subito inizio.”

Nicolò Brillo