Il trio Lapadula-Di Mariano-Maistrello incanta il Paradiso, Fere ancora all’Inferno

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Le doppiette dei tre “tenori” decisive per Cagliari, Palermo e Cittadella. La Ternana cade al “Ferraris”

 

Paradiso 

10 – Gianluca Lapadula

Nel segno di “Lapa-gol!” Con un gran secondo tempo il Cagliari rimonta il vantaggio dell’Ascoli con cui si era chiusa la prima frazione dell'”Unipol Domus” e schianta i bianconeri con un eloquente quattro a uno finale. Mattatore della gara lo scatenato Lapadula, autore di due gol, il primo con un perentorio tap-in sul rigore respintogli e il secondo, il terzo della gara, con un bel colpo di testa, con il gran gol del raddoppio di Mancosu e la rete di Zappa a chiudere il match che rilancia i sardi, che agganciano il Pisa e la Reggina a quota quarantadue, con la Reggina quinta perché ha una gara da recuperare, quella di ieri di Perugia, rinviata dopo le scosse di terremoto di giovedì sera che hanno messo in pericolo l’agibilità del “Curi” e il Cagliari sesto per i migliori scontri diretti col Pisa, settimo. Lapadula, dal canto suo, sale a quota tredici nella classifica marcatori e mette nel mirino sia la vetta di Cheddira, a sole due lunghezze, che il secondo posto di Brunori, ad una sola lunghezza. “Peruano maravilloso!”

9 – Francesco Di Mariano e Tommy Maistrello

In una giornata ricca di pareggi spiccano anche le doppiette messe a segno da Di Mariano del Palermo, un gol su rigore e, soprattutto, quella di Maistrello del Cittadella, che ha aperto e chiuso la spettacolare gara del “Tombolato”, terminata tre a tre tra continui ribaltamenti del risultato. Cittadella subito avanti due a zero con la rete di Maistrello e il rigore di Antenucci ma che subisce il ritorno del Palermo, che ribalta completamente la gara al quarto d’ora della ripresa con la seconda rete di Di Mariano, dopo che nel primo tempo lo stesso Di Mariano, su rigore, trascinatore da palermitano verace dei rosanero e un capolavoro di Brunori in rovesciata avevano riequilibrato il risultato. Ma i ragazzi di mister Gorini non si arrendono mai e la seconda rete di Maistrello, arrivato a Gennaio dal Renate, altra scommessa vinta del d.s Marchetti, fissa il risultato sul tre a tre finale, nonostante il Cittadella giochi gli ultimi dieci minuti, recupero compreso, in dieci, per il doppio giallo a Branca. Cittadella sempre quattordicesimo ma, adesso, a quota trentacinque. Palermo, al quinto pareggio consecutivo, ancora fuori dalla zona nobile, distante due lunghezze.

8 – Genoa e Cosenza

Il rullo compressore Genoa, formato mister Gilardino, supera anche la Ternana a Marassi, uno a zero il finale, grazie alla rete di Badelj dopo soli tredici minuti. I rossoblu, grazie a questo successo, si isolano ancor più al secondo posto con cinquantatré punti, con tre lunghezze di vantaggio sul Bari in ottica promozione diretta, sarebbero state quattro senza il punto di penalizzazione.

Quando lo davano tutti per morto, il Cosenza dalle sette vite, coglie un fondamentale successo casalingo per uno a zero nello scontro diretto contro la Spal, unica vittoria tra le squadre di bassa classifica e balza dall’ultimo posto in solitaria al quartultimo, dentro la zona playout, in virtù dei migliori scontri diretti col Benevento, che condivide quota trentanove con i silani. A decidere la gara la rete di Brescianini a metà ripresa.

7 – Modena 

In un turno avaro di vittorie, va certamente premiato l’uno a zero casalingo con il quale il Modena supera di misura il forte Pisa. A decidere la gara, nel primo tempo, il sesto gol stagionale di Strizzolo, il terzo con la maglia del Modena dopo i tre segnati nel girone d’andata con quella del Perugia. La vittoria permette alla squadra di mister Tesser di risalire in decima posizione a quota trentotto.

Purgatorio  

6 – Sudtirol, Benevento e Brescia 

Il Sudtirol delle meraviglie esce imbattuto dal “Tardini”, dove coglie un meritatissimo zero a zero contro il Parma, portando a dieci la sua lunga striscia di gare positive, formata da ben sei vittorie e quattro pareggi. La squadra di mister Bisoli si conferma quarta forza del campionato salendo a quota quarantotto.

Il Benevento aveva bisogno come il pane dei tre punti nella gara casalinga contro il Como ma, dopo aver creato diverse occasioni per andare in vantaggio, l’espulsione di Tello ad inizio ripresa complicava le cose per la squadra di mister Stellone, anche lui espulso poco dopo, brava, comunque, a resistere in dieci per tutta la ripresa e, per questo, meritevole della sufficienza. Il Benevento, però, scivola adesso al terzultimo posto per i peggiori scontri diretti col Cosenza.

Il Brescia esce imbattuto dall’importante scontro diretto di Venezia. La rete di Van de Looi riequilibra dopo pochi minuti il vantaggio trovato dal Venezia ad inizio ripresa. Nonostante il risultato positivo, però, la classifica del Brescia non migliora, anzi, le rondinelle adesso sono di nuovo ultime, insieme alla Spal, a quota ventotto.

5 – Bari, Frosinone, Como e Venezia

La montagna partorisce il topolino! La tanto attesa sfida del “San Nicola”, gremito da quasi quarantamila spettatori, tra la capolista Frosinone e il Bari, terzo, finisce in un noioso zero a zero, al termine di una gara equilibrata, tattica e priva di grosse emozioni. Il Frosinone, con questo pareggio, resta saldamente al comando con sessantadue punti, mantenendo, la cosa che più conta in ottica promozione diretta, le dodici lunghezze di vantaggio sui galletti, ora terzi a quota cinquanta.

Il Como torna dalla trasferta di Benevento con un punto ma sciupa una grossa occasione per fare il salto di qualità in classifica dopo aver giocato tutta la ripresa in superiorità numerica. Lo zero a zero del “Vigorito” consente, comunque, alla squadra di mister Longo di raggiungere l’Ascoli e la Ternana a quota trentasei, superandole, per la classifica avulsa parziale, all’undicesimo posto.

Il Venezia non va oltre un pareggio per uno a uno nell’importante scontro diretto casalingo contro il Brescia. Il gol ad inizio ripresa del solito Pohjanpalo, arrivato a quota dieci gol nella classifica marcatori, dove occupa il quarto posto, illude i lagunari, ben presto raggiunti, però, dalle rondinelle sul definitivo uno a uno, che lascia la squadra di Vanoli nel guado della zona playout, con i suoi trenta punti, al quintultimo posto insieme al Perugia, che al momento la precede, però, sia per lo scontro diretto vinto, sia perché deve recuperare la gara interna con la Reggina rinviata sabato.

Inferno 

4 – Parma

Continua il mal di “Tardini” del Parma, che non va oltre un deludente zero a zero nella gara contro il Sudtirol. Stavolta, fortunatamente, non è arrivata la sconfitta ma al Parma, per poter fare il salto di qualità, occorrevano i tre punti. Invece il deludente pareggio costringe la squadra di mister Pecchia a dover assolutamente trovare ancora una volta un successo fuori casa, pena l’uscita dalla zona nobile, che la vede ancora all’interno, anche se solo con l’ultimo posto a disposizione, l’ottavo, a quota quarantuno.

3 – Pisa e Ternana

Il Pisa cade al “Braglia”, dove perde uno a zero contro il Modena. In svantaggio già dopo soli otto minuti, i nerazzurri non riescono a riequilibrare la gara a causa di un attacco dalle polveri bagnate. La sconfitta relega la squadra di mister D’Angelo nel terzetto tra il quinto e il settimo posto, escludendola, ormai definitivamente, dal discorso promozione diretta.

Sconfitta esterna, con l’identico punteggio di uno a zero per la Ternana, sul campo del Genoa. La rete subita dopo pochi minuti condiziona la gara della squadra di mister Lucarelli che, con questa battuta d’arresto, continua a scivolare all’indietro in classifica, visto che adesso è quattordicesima a causa degli scontri negativi con i coinquilini Como e Ascoli, anche se ancora con un margine di sicurezza di sei lunghezze sulla zona bollente.

2 – Spal 

Una Spal dai due volti, buona nel primo tempo della gara di Cosenza, quando va più volte vicina al vantaggio, deludente nel secondo tempo, quando subisce il Cosenza che, alla fine, la batte uno a zero nell’importantissimo scontro diretto del “Marulla”. La sconfitta fa precipitare di nuovo la squadra di mister Oddo in fondo alla classifica, anche se in compagnia del Brescia.

1 – Ascoli

Il ciclone Cagliari si abbatte sull’Ascoli nel secondo tempo della gara dell'”Unipol Domus”, con i bianconeri travolti quattro a uno dalla squadra di mister Ranieri. Eppure la squadra di mister Breda aveva iniziato benissimo, andando in vantaggio con Forte e sfiorando il raddoppio con Botteghin, prima di chiudere il primo tempo in vantaggio. Ripresa, però, tutta da dimenticare, con l’Ascoli in balia dei rossoblu, che passavano ben quattro volte. Ascoli, adesso, dietro al Como, ma davanti alla Ternana, al dodicesimo posto, per gli scontri diretti.

0 – “Pareggite”

Cinque partite su nove terminate in parità, oltre la metà, tre per zero a zero, un terzo esatto, sono veramente troppe. Evidentemente quando si arriva alla parte decisiva del campionato gli allenatori cominciano a ragionare (male) sull’importanza di non perdere, piuttosto che provare a vincere, dimenticando che una vittoria e una sconfitta fanno un punto in più di due pareggi, lo sa bene il Cosenza, che con due sconfitte e due vittorie ha guadagnato punti su tutte le avversarie della parte bassa della classifica. Il tutto alla faccia dello spettacolo, in questo turno arrivato solo attraverso le gare di Cittadella e Cagliari, le uniche ricche di gol, ben undici, più del doppio delle cinque totali delle restanti sette gare. Antico vizio italico!

Dan.Te.