Cosmi al Grifo, finalmente. Scelta ponderata o scelta obbligata?

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Serse, al ritorno ce la puoi fare. Nella sfida play-out il Venezia paga i primi 20 minuti e la direzione di Di Paolo. Ma il gol di Zigoni nel finale riaccende le speranze (2-1)
foto: Picenotime.it

Cosmi al Grifo, finalmente. Scelta ponderata o scelta obbligata? Le richieste di Colantuono potrebbero aver fatto pendere l’ago della bilancia verso l’uomo del fiume, finora mai preso in considerazione

Un antico proverbio romano recita: ”Chi entra papa ner conclave, ne risorte cardinale”. L’esempio più famoso della veridicità di questo proverbio è quello riguardante il cardinale di Genova, Giuseppe Siri, dato per favorito come successore di Papa Pio XII nel 1957 (poi “trombato” anche in altre tre, successivi conclavi) e battuto a sorpresa sul filo di lana, quando stava per essere eletto, dal Cardinale di Venezia, Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII

Un po’ quello che sembrerebbe sia successo, come i rumors degli scorsi giorni farebbero intendere, nella scelta del nuovo allenatore da parte del Presidente del Perugia che, tanto per rimanere nell’ambito vaticano dell’esempio appena citato, di cognome fa Santopadre. Dopo alcuni colloqui, infatti, Stefano Colantuono era dato da tutti i media come il successore di Oddo ma, proprio quando ci si attendeva da un momento all’altro l’ufficialità di Colantuono, arrivava a sorpresa la rituale fumata bianca, con il “nuntio vobis Serse Cosmi” da parte della società, con il “gaudium magnum” di tutti i tifosi del Grifo che da anni auspicavano che “la Chiesa tornasse al centro del villaggio”, ovvero che Serse tornasse sulla panchina del Perugia.

“Gaudium magnum” per il ritorno di Serse sulla panchina del Perugia che è anche il nostro, vista la grande stima e la grande riconoscenza che da sempre nutriamo verso il tecnico ponteggiano per quelle splendide quattro stagioni in Serie A, sì, ci mettiamo anche l’ultima, terminata purtroppo con l’amara retrocessione dopo il doppio spareggio con la Fiorentina, durante le quali il Perugia ha mostrato un gran calcio in Italia e anche in Europa, dove ha vinto l’Intertoto, arrivando al terzo turno di Coppa Uefa, eliminata solo dal grande Psv Eindhoven del maestro Guus Hiddink, e dei vari Robben, Van Bommel, Bouma e De Jong.

Quattro stagioni disputate alla grande dal Perugia di Cosmi con rose composte da giocatori, allora non di primissimpo piano, ma sbocciati e lanciati verso il firmamento calcistico, proprio alla corte di Serse come Grosso, Liverani, Baiocco, Miccoli, lo stesso Materazzi, senza dimenticare Vryzas, il giocatore più prolifico del Perugia di Cosmi, capitan Tedesco, Blasi, Di Loreto e tanti altri.

“Al Grifo odierno servono giocatori come quelli, che avevano fame, non i grossi nomi che vengono a svernare a Perugia” ha tenuto a ribadire “l’uomo del fiume” nella lunga conferenza stampa di ieri, a proposito dei possibili rinforzi che dovrebbero arrivare dal mercato di riparazione di Gennaio. E’ probabilmente questa diversità dalle richieste di Colantuono, che pare volesse quattro rinforzi di spessore, ovviamente costosi, che ha fatto rimanere cardinale Colantuono e fatto diventare papa Serse Cosmi.

Ma proprio qui si annidano i nostri interrogativi. La scelta di Cosmi, allenatore in passato mai preso in considerazione da Santopadre durante i precedenti e numerosi cambi di tecnico, è stata una scelta ponderata, come ribadito dal presidente in conferenza stampa o, invece, derivata dal fatto che Cosmi non chiedesse nomi importanti e costosi rispetto a Colantuono? Questo ce lo potrà dire solo il mercato di Gennaio ma sia al presidente che allo stesso Cosmi vorremmo ricordare che la strategia dei giocatori affamati si rivelò vincente in quegli anni per un Perugia che doveva solo salvarsi, che partiva con lo stesso allenatore da Luglio e, soprattutto, a pari punti con le dirette concorrenti alla salvezza.

Qui, invece, più o meno velatamente, è stato ripetuto anche ieri da tutte le componenti, si tratta di andare in Serie A, partendo però, per andarci direttamente, da un pesante meno OTTO dal Pordenone, meno SETTE solo in caso di un miracoloso quattro a zero ai ramarri al ritorno, da un meno quattro dal Crotone, terzo e da un meno tre dal Cittadella, quarto, meno due solo grazie ad un altrettanto, ipotetico, miracoloso tre a zero al “Tombolato”. Terzo e quarto posto che sono le due posizioni che contano perchè, in passato, hanno garantito all”80%, la vittoria dei playoff e per riuscirvi probabilmente non basteranno solo giocatori affamati.

Non vorremmo, insomma, che l’improvvisa virata a sorpresa su Serse sia stato l’estremo tentativo, magari neanche tanto convinto, per poter salvare l’ennesima stagione da “vorrei ma non posso”, calmierando una tifoseria che da anni risponde sempre di meno come presenze al “Curi”. E il fatto che per esonerare Oddo si sia aspettato, per ben cinque giorni, di avere in mano la certezza di un nuovo allenatore (a differenza di Giunti, esonerato subito dopo la fine della gara persa con il Cesena, due giorni prima dell’ingaggio di Breda, a sua volta esonerato per telefono solo tre ore dopo la fine della gara pareggiata col Novara che sanciva la matematica qualificazione al preliminare e sostituito, solo il giorno dopo, da Nesta, potrebbe anche far ipotizzare che, senza l’agognato e repentino ok di Cosmi, sulla panchina del Perugia, martedì prossimo al San Paolo contro il Napoli, ci sarebbe potuto essere ancora Oddo.

Il mercato di Gennaio e l’andamento del Perugia di Cosmi nel Girone di ritorno ci auguriamo possano risovere in maniera più che positiva questi nostri dubbi e, nel frattempo, formuliamo i nostri più calorosi bentornato e in bocca al lupo a Serse nella speranza che sia proprio lui, dopo sedici lunghi anni, a riportarci finalmente a calcare i palcoscenici più importanti conquistando quella promozione nella massima serie, finora riuscita solo ad altri due tecnici che, come lui, sono nel cuore dei perugini, Ilario Castagner e Giovanni Galeone, quest’ultimo, subentrato in corsa, anche se molte giornate prima, come Cosmi, anche grazie all’arrivo di un pezzo da novanta per la B come Massimiliano Allegri.

Danilo Tedeschini