Salvatore Bagni: “Restituiamo quella maglia”

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Salvatore Bagni:
foto: storiedicalcio.altervista.org

Salvatore Bagni: “Restituiamo quella maglia”. Appello dell’ex grifone dopo la scomparsa della “sua” numero 7 e della maglia del compagno di squadra Casarsa dal Museo del Perugia

Dopo aver contattato Marco Menzenghi, proprietario della maglia del Perugia trafugata a luglio dal Museo del Grifo, abbiamo deciso di metterci sulle tracce di chi quella numero 7 l’ha indossata veramente, ovvero Salvatore Bagni.

L’ex Grifone, raggiunto telefonicamente, si è dimostrato particolarmente disponibile nei nostri confronti ed ha voluto lanciare anche lui un appello verso il/i protagonista/i di questa vile azione.

“Devo essere sincero – esordisce Bagni – non trovo un motivo plausibile per il quale una o più persone avrebbero dovuto compiere questo furto nel museo di una squadra. Ci ho pensato, ma faccio fatica a farmene una ragione. Non credo si tratti di un tifoso del Perugia, ma nemmeno di qualcuno che l’ha rubata per poi lucrarci sopra in chissà quale mercato sommerso. Io a casa ne ho solo una di maglie del periodo nel quale ho giocato al Perugia e me la tengo ben stretta, anche se qualcuno mi ha chiesto di donarla al museo. Ma ciò non dipende affatto da questa sottrazione. Diciamo che dal furto di questa divisa è passato parecchio tempo, ma spero che chi l’ha rubata possa mettersi una mano sulla coscienza ed avere un ripensamento, come per la maglia di Casarsa donata dal figlio. Mi dispiace troppo per il signore (Marco Menzenghi, ndr) che ho saputo fosse particolarmente legato a quella “camiseta” anche per i ricordi che gli suscita. Conosco il legame della gente di Perugia e dell’Umbria con la squadra di quel periodo, nella quale ho avuto il privilegio di militare, e so bene per un tifoso cosa possa rappresentare un cimelio del genere. Facciamo il possibile con i mezzi che abbiamo a disposizione, anche se mi rendo conto che la situazione è complicata. Il mio appello è forte e deciso verso chi si è reso protagonista di questo increscioso atto: restituiamo la mia numero 7 e la maglia di Casarsa ai legittimi proprietari”.

Nicolò Brillo